| Data: giovedì 18 luglio 2013 | Sezione: Lavoro |
| Protesta contro il racket del caro estinto | |
| Assifur: pronti all'occupazione delle camere mortuarie | |
| (AGR) Alla manifestazione organizzata ieri mattina davanti alla sede della Regione Lazio da Ass.I.Fu.R., Associazione Imprese Funebri Roma, con la solidarietà ed il sostegno dell’Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie ‘Antonino Caponnetto’, hanno aderito molti lavoratori del settore. Si è trattato della prima protesta in Italia ed in Europa delle agenzie di servizi mortuari per denunciare il ‘racket del caro estinto’ che avviene nelle camere mortuarie degli ospedali romani, una situazione scandalosa di sciacallaggio da parte di due sole società che ‘si accaparrano’ il lavoro portando sull’orlo del fallimento le altre 530 imprese dove sono impiegati circa 2.500 lavoratori.“La protesta ha visto la partecipazione di molti colleghi anche se le istituzioni ci hanno proprio snobbato. Nessuno, infatti, ci ha voluto ricevere o ha voluto incontrarci benché avessimo chiesto un confronto e sollecitassimo risposte dall’amministrazione regionale”, dichiara Gianluca Fiori, presidente di Ass.I.Fu.R.. “Per me, questo è un chiaro segnale di complotti. E’ forse questo l’interesse che le istituzioni hanno nei confronti dei lavoratori? Adesso”, prosegue il presidente Fiori, “ci stiamo muovendo l’Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie ‘Antonino Caponnetto’ e nei prossimi giorni organizzeremo delle iniziative eclatanti: abbiamo in programma l’occupazione simbolica delle camere mortuarie per documentare, anche attraverso dei filmati che saranno visionabili pubblicamente sul sito della nostra associazione di categoria, quanto accade”. La protesta di ieri mattina esprime un profondo disagio. Ass.I.Fu.R. è tornata a chiedere alla Regione Lazio di “liberalizzare le camere mortuarie dallo sciacallaggio, sollecitando di internalizzare il servizio come accade in tutte le altre regioni italiane invece di lasciarlo nelle mani di due società come succede ora”. “Questo problema ha messo in ginocchio un intero settore a Roma e provincia, dove operano delle piccole imprese che adesso rischiano la disoccupazione visto che quelle società dettano legge e le altre sono tagliate fuori. |
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