| Data: lunedì 15 luglio 2013 | Sezione: Lavoro |
| Pompe funebri in sciopero | |
| I lavoratdori delle aziende romane protestano contro il monopoliio del caro estinto. Sit in di protesta | |
| (AGR) Per la prima volta in Italia ed in Europa gli operatori delle imprese di pompe funebri romane scendono in piazza per protestare contro il monopolio di due società, “A Roma vi sono circa 500 agenzie che danno lavoro a 5 persone ognuna per un totale di 2.500 persone ma a causa di questa mafia e di un ‘sistema’ che copre questa vergognosa situazione rischiamo di chiudere, con ricadute economiche e fiscali non indifferenti per l’intero tessuto sociale”, spiega il presidente di Ass.I.Fu.R., Gianluca Fiori. “Non solo le due società monopolizzano i servizi nei nosocomi romani, praticamente inaccessibili alle piccole agenzie ‘non protette’, ma creano una concorrenza sleale sui costi dei funerali. Un funerale costa mediamente per l’Agenzia delle Entrate circa 3.000, 3.200 euro ma i soggetti in questione riescono ad abbassarlo, di fatto svendendolo, fino al di sotto dei 1.000 euro. E’ un problema grosso, un cane che si morde la coda”, prosegue il presidente Fiori, “che ha come conseguenza probabile sia l’evasione fiscale sia una perdita della qualità del lavoro: gli operatori, infatti, sono costretti a tagliare i costi, riducendoli all’osso. Come operatori impegnati in molti casi da decenni in questo settore, assistiamo impotenti a chi specula sul dolore delle famiglie, emotivamente e psicologicamente coinvolte per la perdita dei propri cari”. “E’ un problema estremamente serio per il quale adesso, in attesa che vengano dettate le Linee guida a regolamentare il settore, dopo la sentenza del Tar del 2011 che ha accolto il ricorso dell’ospedale San Filippo Neri ed una sentenza del Consiglio di Stato del settembre del 2012 che ha confermato la giusta partecipazione agli appalti per le imprese funebri, contrariamente al resto d’Italia, chiediamo l’intervento immediato e diretto della Regione Lazio: servono risposte seduta stante”, sottolinea il presidente Fiori. “Il tempo dell’attesa è finito! Siamo a un punto di non ritorno: difficile uscirne indenni. Vogliamo lavorare legalmente per il rispetto dei dolenti e per garantire una vita dignitosa ai nostri figli o dobbiamo metterci il passamontagna?. Qualora non otterressimo risposte soddisfacenti, saremo costretti ad una occupazione delle camere mortuarie degli ospedali romani per dare un segnale forte alle istituzioni”, conclude. Appuntamento martedì 16 luglio, ore 8, davanti alla sede della Regione Lazio, via Cristoforo Colombo, Roma. |
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