| Data: lunedì 15 luglio 2013 | Sezione: Economia |
| Impignorabili i beni delle aziende sanitarie | |
| Confcommercio: la Corte Costituzionale ammette che la regione paga con 60 giorni di ritardo | |
| (AGR) “Salutiamo con soddisfazione la sentenza della Consulta che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale" dell'impignorabilità dei beni delle Aziende sanitarie. La decisione della corte suprema cancella la normativa esistente che prevedeva che "non possono essere intraprese o proseguite azioni esecutive nei confronti delle aziende sanitarie locali e ospedaliere delle Regioni sottoposte a piano di rientro, così ripristinando l’elementare principio della certezza del diritto e la possibilità per i creditori di promuovere azioni giudiziarie per il riconoscimento delle obbligazioni maturate nei confronti della Pubblica Amministrazione così come avviene nei confronti di qualsiasi altro debitore privato”. E’ quanto dichiara il presidente di Asfo Lazio- Confcommercio Roma, Vittorio Della Valle.“E’ certamente una buona notizia – continua Della Valle - che in qualche modo riposiziona le condizioni di parità fra i protagonisti del sistema produttivo (Stazioni Appaltanti e Fornitori di beni e servizi sanitari), eliminando la posizione di ingiustificato privilegio di cui sin qui ha goduto la parte pubblica. Per “I Fornitori di As.F.O. Lazio-Confcommercio Roma (oltre 350 Imprese distributrici di beni e servizi sanitari) – spiega Della Valle - hanno condiviso il percorso virtuoso che “Purtroppo però – conclude Delle Valle - dobbiamo registrare che i tempi di pagamento contrattualmente previsti non vengono rispettati - attualmente |
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