| Data: venerdì 21 giugno 2013 | Sezione: Cronaca |
| Cure elioterapiche per i bambini di Chernobyl | |
| L'Assobalneari Roma ha messo a disposizione i propri impianti per ospitare 14 bambini bielorussi | |
| (AGR) Ieri, è stata la volta di una giornata di screening all’Ospedale Grassi per 14 bambini bielorussi. C’è chi ancora... paga, infatti, le conseguenze di quantoaccaduto nel 1986. Il progetto della Onlus CEU, iniziato ieri mattina, gode del contributo di Assobalneari, prevede: l'accoglienza nelle spiagge del mare di Roma.“Malgrado la crisi economica ed un’atmosfera un po’ surreale che si avverte ovunque nel Paese, negli ospedali, negli uffici e nelle amministrazioni, stupisce ancora come sensibilità e generosità, nei confronti dei bambini, non venga mai a mancare. Non pensiamo che sia così scontato”.Con queste parole ed il cuore in mano, il Dr. Fabrizio Marra del G.B. Grassi ha introdotto La giornata rientra nel progetto più grande “Mai più Cernobyl”, un soggiorno terapeutico di un mese sul nostro litorale che prevede visite in città, gite “fuori porta” e ai centri di attrazione di interesse per la loro fascia di età e naturalmente visite mediche specialistiche, volte principalmente alla prevenzione dei tumori tiroidei. I bambini, arrivati lunedì 17 giugno a Roma, avranno la possibilità di vivere un’esperienza unica di integrazione affettiva e conoscenza di cultura e modalità di vita diversa dalla loro. I bambini, che dal 2005 vengo ospitati presso le stesse famiglie dei volontari, da quest’anno soggiorneranno presso una struttura pubblica (la scuola media di Via delle Costellazioni al Torrino), potendo godere per un mese di un’alimentazione sana e dell’aria di mare ricca di iodio. “A tal fine Assobalneari Roma ha messo a disposizione alcune delle strutture balneari associate” – dichiara il Presidente di Assobalneari Roma Renato Papagni durante l’incontro con i bimbi presso il Dipartimento di Pediatria dell’Ospedale Grassi. – “L’aria di mare fa bene, i bambini avranno la possibilità di ricaricarsi per affrontare al meglio il lungo inverno nel loro paese di origine , potendo contare su un ritrovato benessere”. |
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