| Data: martedì 26 maggio 2009 | Sezione: Ambiente e Territorio |
| Prodotti italiani, occhio alle imitazioni | |
| Made in Italy... prodotto all’estero | |
Se la cucina italiana è nota in tutto il mondo per le sue prelibatezze, da un po’ di tempo i nostri prodotti tipici stanno subendo penose contraffazioni d’immagine e di sapore da parte di Paesi concorrenti che ci invidiano i nostri fiori all’occhiello culinari. Il falso Made in Italy all’estero genera un fatturato annuo di oltre 50 miliardi di euro e secondo un sondaggio condotto da Coldiretti, almeno due piatti italiani su tre serviti in un Paese straniero sono a base di prodotti camuffati. Fra i falsari in testa figurano Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti dove appena il 2% dei formaggi cosiddetti italiani lo è realmente: il resto è tutto di importazione fasulla oppure viene riprodotto a tavolino con latte americano in Wisconsin, stato di New York e California. In Cina il falso Made in Italy è ormai fenomeno dilagante a macchia d’olio ed è addirittura arrivato sul mercato prima dei prodotti autentici, rischiando in questo modo di comprometterne lo sviluppo. Basti pensare alle imitazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano, così come il Romano dell’Illinois a base di latte di mucca invece che di pecora, il Prosciutto di Parma venduto in Spagna senza il disciplinare autentico oppure Alfredo Zavanone |
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