| Data: sabato 8 dicembre 2012 | Sezione: Ambiente e Territorio |
| Mini proroga delle concessioni marittime | |
| Per i gestori degli impianti balnerari, tuttavia cinque anni sono pochi | |
| (AGR) La vicenda della mini proroga di cinque anni delle concessioni balneari approvata ieri al Senato nell’ambito del dl decreto sviluppo bis è stata oggetto, tranne poche e lodevoli eccezioni, di un vero e proprio festival di dichiarazioni allarmistiche che ha comportato la criminalizzazione di un intero comparto economico cruciale per l’intero Paese. E’ quanto affermano in una nota le Associazioni di categoria degli imprenditori balneari: S.I.B. Sindacato Italiano Balneari - Confcommercio, FIBA - Confesercenti, CNA - Balneatori e Assobalneari Italia - Confindustria. Si è gridato da più parti alla lesione dell’ambiente, mentre la disciplina di questo settore dei litorali è minuziosamente disciplinata da leggi, regolamenti e innumerevoli strumenti di pianificazione demaniale, ambientale e urbanistico dalle Regioni e dagli Enti Locali alla quale tutti i titolari – attuali o eventualmente futuri – si attengono o dovranno attenersi. Pertanto è del tutto irrilevante per l’ambiente se il titolare di una concessione demaniale sia l’attuale o un altro. Si è urlato al danno nei confronti dei consumatori i cui interessi sono del tutto indifferenti alle modifiche soggettive dei titolari delle stesse e legate, semmai, ad un aumento del numero delle concessioni, quindi dell’offerta dei servizi, e certamente non alla sostituzione degli attuali titolari con altri. Si è paventato, da ultimo, incalcolabili danni erariali per multe che |
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