Data: lunedì 12 novembre 2012 Sezione: Cronaca
   
Mens Sana, programma di ristorazione sostenibile
Presentatlo il progetto Pentapolis. La crisi del settore alimentare nel nostro paese
 
(AGR) Per comprendere bene cosa sia Il progetto di Pentapolis, MENS(A) SANA - Ristorazione Sostenibile nelle scuole, si è svolto il primo seminario che vuole far incontrare tutti gli attori della ristorazione scolastica – pubblica amministrazione centrale e locale, aziende della ristorazione, produttori, società civile - con l’obiettivo di stimolare una discussione e la realizzazione di un Manifesto di buone pratiche per tracciare un indirizzo centrato sulla salubrità e sostenibilità del settore. Oggi, infatti, aumentano i consumi di prodotti biologici ma diminuiscono quelli di frutta e verdura. Più di un quarto dei ragazzi italiani soffre di eccesso di peso. Diventa sempre più importante, pertanto,  un’appropriata educazione alimentareUn incremento del 6% nei primi sei mesi del 2012. I prodotti biologici sembrano non conoscere flessioni. Il dato, rilevato da ISMEA, dimostra che nonostante la crisi, gli italiani fanno ancora molta attenzione a ciò che mangiano.  Si rileva però che sono aumentati anche i consumi di private label, i ricorsi ai discount e ai primi prezzi.La recessione economica tocca quindi anche il settore alimentare. E se da un lato, appunto, crescono i consumi di prodotti bio, dall’altro si registra un potenziale rischio per la salute poiché gli acquisti sono stati riconfigurati riducendo ad esempio il consumo di frutta e verdura.Secondo i dati della ricerca Nomisma realizzata per Pentapolis – Associazione per la Responsabilità Sociale – non può rassicurare se il dato medio del consumo giornaliero di frutta e verdura è ancora dentro i quantitativi raccomandati dall’OMS. Le abitudini alimentari non sono corrette: non più del 4% della popolazione consuma le 5 porzioni indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Inoltre c’è un altro fattore allarmante: tra gli adolescenti 15-17 anni circa il 33% non consuma neanche una porzione di frutta o verdura al giorno (tale quota è comunque alta anche nella popolazione italiana in generale, 19%). Il trend di consumo di frutta e verdura è dunque in forte ribasso: considerando i consumi domestici, si è passati da un consumo annuo nel 2000 di 450 kg a famiglia a 347 kg nel 2011 (-23%). In questo contesto di generale allarma alimentare, la scuola con la sua formazione aiuta i bambini e i ragazzi a rafforzare le buone abitudini. Ogni giorno la ristorazione scolastica distribuisce 2,2 milioni di pasti. La scuola è perciò un’occasione importante per realizzare attività di educazione alimentare volte a correggere i comportamenti scorretti e per mettere in pratica comportamenti sostenibili. La presenza di cibi sentinella di un’alimentazione non corretta nella dieta quotidiana dei bambini è elevatissima: il 36% dei bambini 6-11 anni ha bevuto bibite gasate il giorno prima dell’intervista e il 30% ha mangiato patatine (indagine realizzata da Nomisma-Swg nell’ambito del progetto Frutta nelle Scuole realizzato dal Ministero delle Politiche Agricole).

 

 

   

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