| Data: venerdì 7 settembre 2012 | Sezione: Economia |
| Rilancio del turismo costiero | |
| Il mercato interno crolla del 60%. Le proposte delle imprese per salvare l'intero settore della nautica | |
| (AGR) Si sono svolti oggi, a Roma, gli Stati Generali della Nautica. Le principali associazioni del settore e BIG BLU si sono, infatti, riunite per presentare al Governo ed ai media le proprie proposte per salvare e anzi rilanciare il turismo costiero in Italia e con esso l’intero comparto della nautica. L’incontro, dal titolo “Rilancio turistico e sportivo delle coste italiane, attraverso un progetto politico d’insieme, come componente primaria della ‘green economy’”, è stato organizzato da Big Blu – Salone della Nautica e del Mare di Roma della Fiera di Roma - e da CUN - Consulta dell’Utenza Nautica.La Consulta che rappresenta direttamente oltre 1 milione di utenti associati e almeno altri 3 milioni di appassionati che svolgono le stesse attività sportive e di tempo libero, nasce dalla volontà di interloquire con le Istituzioni e dare maggior vigore a nuove proposte capaci di arginare i danni provocati dalla crisi economico-finanziaria. Secondo dati Ucina (Unione Nazionale Cantieri Industrie Nautiche ed Affini) analisi del mercato nautico, il fatturato globale 2010 è di 3.3 miliardi di Euro, dimezzato rispetto ai valori 2007-2008. Il mercato interno diminuisce del 60%, le esportazioni di circa il 33%. In questo scenario appare chiaro che insistere nell’attuale politica nei confronti della nautica significa far sparire un settore che oltre a 150.000 posti di lavoro, tra diretti e indotti, fino al 2008 contribuiva al PIL con quasi 6 miliardi di euro, e che oggi si ritrova con meno della metà degli addetti ai lavori. I recenti provvedimenti fiscali del Governo, se sono duri per tutti i settori, rischiano di essere addirittura mortali per la nautica, un tempo comparto tra i più forti della produzione nazionale. Un atteggiamento a volte demagogico ha inoltre voluto vedere il settore come ambiente di privilegiati ed evasori. In realtà, la nautica era ed in parte è ancora un settore che dà lavoro a migliaia di persone, direttamente ed indirettamente. Ed il turismo costiero e nautico è un settore chiave dell’economia nazionale. Senza salvare il settore nautico, non si esce dalla crisi.“Le istituzioni hanno il dovere di riconoscere la nautica come settore di interesse nazionale – spiega il Senatore Mauro Cutrufo, intervenuto al consesso – è necessario rilanciare il settore e, in particolare, la nautica da diporto, il 51% delle imbarcazioni circolanti hanno oltre 15 anni, una barca di questo tipo vale solo il 10% dell’acquisto iniziale, purtroppo questo per la finanza è irrilevante, ma oggi più che mai è necessario distinguere per non rischiare di uccidere la nautica”. “L’Italia vanta circa |
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