Data: lunedì 24 marzo 2008 Sezione: Ambiente e Territorio
   
L`energia solare può diventare una delle grandi fonti dell'innovazione italiana
E' l'opinione di Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell'Ambiente
 

Stiamo assistendo ad un interesse per questo settore mai riscontrato prima: ci sono imprenditori che decidono di investire anche nella produzione delle tecnologie e non solo nell`importazione e nell`installazione degli impianti". 

''Il governo italiano e' fortemente impegnato a favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili e in particolare dal sole. Non ci limitiamo quindi al fotovoltaico ma sosteniamo anche le altre tecnologie che sfruttano l'energia solare, in particolare la tecnologia dei pannelli solari a concentrazione dove, a differenza dei pannelli fotovoltaici, che convertono direttamente la luce in elettricita', il sole scalda un liquido che aziona una turbina per produrre elettricita'". A sostegno del fotovoltaico invece - ha aggiunto Pecoraro Scanio - la Commissione Nazionale per l'energia solare (Cnes) istituita dal ministro dell'Ambiente diffondera' un rapporto che ci permettera' di valutare gli effetti della nuova normativa emanata a febbraio e individuare gli ostacoli burocratici che rallentano la diffusione di questa tecnologia.

"E’ davvero una buona notizia - così continua  Carlo Rubbia - consigliere del minstro dell’ambiente, che  punta decisamente sul solare per ripulire l’ambiente, salvare il clima e garantire all’Italia un’energia pulita e rinnovabile”.

 

Tra le priorità dell’impegno di Rubbia, vi è infatti la diffusione della tecnologia Archimede sul solare termodinamico e arrivare ad una proposta da presentare al mondo imprenditoriale italiano affinchè si affermi finalmente il solare nel nostro paese.

 

“L’Italia è il paese del sole, l’unica energia indigena che abbiamo e quindi è giusto utilizzarla, sviluppando una tecnologia di avanguardia capace anche di creare una collaborazione con gli altri paesi. E’ bene ricordare che le fonti fossili hanno gli anni contati e quindi dobbiamo guardare a forme diverse per il futuro che abbiano attenzione anche agli effetti ambientali,  questa è la strada giusta”.

 

   

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