Data: mercoledì 30 maggio 2012 Sezione: Ambiente e Territorio
   
Fiumicino senza un piano di marketing territoriale
Il direttore del Consorzio Mare di Roma rilancia la questione del Porto di Traiano
 
( AGR ) Il direttore del Consorzio Mare di Roma, Alessandro Paltoni è intervenuto sulla

questione del Porto di Traiano, che tante polemiche ha scatenato a Fiumicino

negli ultimi giorni. “Tre antichi casali, condonati e conservati perfettamente originali, saranno sistemati all’interno, secondo la loro ultima destinazione d’uso, per accogliere

un Resort Centro Benessere. – ha ricordato Paltoni -  Annesse al centro, tra l’altro, ci saranno quattro vasche idromassaggio di 3 metri per 3 e una lunga 18 metri, con una

profondità totale di circa 80 cm. Vasche, e non piscine, da utilizzare come

percorsi attrezzati per il benessere. Nessun abuso quindi, a poca distanza dall’antico Porto di Traiano, ma conservazione e valorizzazione di un patrimonio già esistente, senza stravolgimenti architettonici da parte della proprietà, la famiglia Sforza Cesarini.

“Il problema non è la realizzazione di resort o di strutture che possono, tra

l’altro, migliorare il livello qualitativo dell’offerta turistica con positive ricadute

sull’occupazione - afferma Paltoni - il nodo principale è la mancanza di un

modello programmatico di sviluppo e marketing territoriale. Manca, infatti, un

network turistico che sia in grado di acquisire nuovi segmenti di mercato anche

internazionale. Sul litorale di Roma l’anello debole del modello di sviluppo

turistico è proprio la ricettività, non ancora in grado di diversificare l’offerta ed

attrarre diversi tipi di turismo. La questione del Porto di Traiano porta alla pubblica attenzione le carenze delle amministrazioni comunali della provincia di Roma sulla tematica dell’urbanizzazione. Non c’è un piano urbanistico uniforme pensato con

un’ottica sistemica. Il Piano Regolatore di ogni Comune, a cominciare da quello

di Roma Capitale, non tiene conto di quello che si fa intorno. Roma poi non

considera i propri quartieri oltre alle zone del centro, che sono destinati ad

essere dormitori senza collegamenti; le periferie restano isolate. La Nuova

Fiera di Roma, ad esempio, è uno dei centri fieristici più penalizzati nei

collegamenti in Italia. Per questo, prima di pensare ad un piano marketing territoriale che sia in grado di affacciarsi al mercato internazionale, - continua Paltoni -  bisognerà investire in infrastrutture mobilità e viabilità. Con un intervento di riqualificazione delle

strutture ricettive, il Mare di Roma può diventare una meta internazionale.

Una prima iniziativa che sembra andare in questa direzione è la realizzazione

del Distretto del Secondo Polo Turistico di Roma Capitale, un vasto programma

di interventi per potenziare l’offerta romana dedicata al tempo libero e

all’entertainment, lungo percorsi che non sono quelli tradizionali del centro

storico. Per attuare ciò, serve creare un vero sistema turistico che faccia da

network tra imprese ed istituzioni. C’è un’altra via per realizzare opere anche

quando Regione, Provincia e Comuni non possono intervenire con iniezioni

finanziarie. Come si fa all’estero, bisogna aprire a nuove forme collaborative:

partenariato pubblico-privato.”

 

   

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