| Data: giovedì 19 gennaio 2012 | Sezione: Cronaca |
| Piano rifiuti, serve chiarezza | |
| Legambiente: la Regione definisca nel dettaglio il piano investimenti per raccolta differenziata porta a porta, riduzione e riuso. | |
| ( AGR ) “Nel piano rifiuti ci sono molteplici elementi che non convincono, ma almeno Legambiente Lazio torna a criticare il surreale 'scenario di controllo' inserito nel testo del piano, 'a scopo puramente descrittivo come è testualmente scritto, nel quale si 'valuta il fabbisogno impiantistico dedicato al trattamento dei rifiuti urbani nel caso in cui: - non si realizzino le politiche di riduzione e si abbia una crescita “inerziale” della produzione dei rifiuti; - non si raggiungano gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal Piano in linea con la normativa vigente, ma si abbia una crescita pari alla media dell’incremento annuo del triennio 2006 -2008; la capacità operativa degli impianti di termovalorizzazione non risulti pari a quella autorizzata.' La differenza tra i due scenari è enorme: nello 'scenario di piano', infatti, il CDR recuperato sarebbe al 2017 di 415.456 tonnellate, ma nello 'scenario di controllo' il CDR raddoppierebbe quasi, arrivando a 793.423 tonnellate, addirittura creando con un deficit di capacità di incenerimento di 85.523 tonnellate (visto che anche la capacità di incenerimento diminuirebbe a 707.900 tonnellate non considerando le altre due linee autorizzate ma non realizzate). Stessa storia per il trattamento meccanico biologico: 'permanendo le ipotesi dello scenario di controllo' (…), 'potranno essere autorizzate ulteriori capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato e di termovalorizzazione. In particolare: - 425.000 t/a di ulteriore capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato localizzate nei sub ATO di Roma (400.000 t/a) e Rieti (25.000 t/a); - 320.000 t/a di ulteriore capacità di termovalorizzazione da localizzarsi nell’ATO regionale. “Per evitare di ritrovarci i rifiuti per strada, va subito definito un piano dettagliato per la raccolta differenziata porta a porta, la riduzione e il riuso -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. E' molto preoccupante, infatti, l'abuso che nel piano e nello 'scenario di controllo' si fa delle discariche, legato a numeri davvero sovrastimati per il trattamento meccanico biologico, dal quale escono un 35% di CDR, un 2% di Metalli ma ben il 63% di materiali che continuano a finire in discarica tra scarti, FOS e perdite di processo. Insomma siamo alle solite, il piano rifiuti rischia di fatto di servire solo a giustificare l'autorizzazione di ulteriori capacità di trattamento e di incenerimento, piuttosto che a imboccare davvero e con decisione la strada della riduzione, del riuso, della differenziata.” Legambiente è critica anche sull'enorme incremento della produzione rifiuti prevista, basata su irragionevoli indicatori socio-economici (PIL e spese per famiglie residenti): dalle 3.332.572 tonnellate di RSU (rifiuti solidi urbani) registrate nel 2009 nel Rapporto rifiuti ISPRA, si passerebbe a ben 3.675.893 tonnellate di rifiuti nel 2017, con una crescita costante. Poi su questi numeri si applicherebbero le azioni di prevenzione, pur affermando che gli 'interventi proposti tuttavia sono difficilmente quantificabili perchè spesso legati alla sola responsabilità dei cittadini, in quanto consumatori, e troppo poco a quella dei distributori e dei produttori.” Eppure, negli ultimi anni la produzione è diminuita senza particolari azioni di prevenzione da 3.343.551 tonnellate del |
|
Associazione Giornalistica Radiotelevisiva - AGR Copyright 1999 © AGR on line |
|