Data: martedì 15 febbraio 2005 Sezione: Notizie da Istituzioni
   
Conclusioni dell'indagine del Garante della concorrenza televisiva
Il testo integrale dell'indagine conoscitiva licenziata il 16 Novembre 2004 dal presidente Giuseppe Tesauro.
 

I. PREMESSA

Il settore nazionale della raccolta pubblicitaria ed in particolare il mercato della raccolta pubblicitaria televisiva sono caratterizzati da una elevata concentrazione, che non ha riscontro negli altri Paesi europei, nonchè dalla presenza di elevate barriere all'ingresso. In base a tale presupposto fattuale, l'Autorità ha deciso di aprire la presente indagine conoscitiva. Già in quell'occasione l'Autorità ha rappresentato l'esigenza di analizzare le problematiche concorrenziali del settore, nell'ambito di una complessiva valutazione della configurazione della filiera televisiva e pubblicitaria. L'Autorità ha quindi ritenuto necessario utilizzare un approccio sistemico che ha consentito di valutare il quadro competitivo del settore pubblicitario ed in particolare del mercato della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo, nell'ambito di uno studio ampio che ha tenuto conto dei principali fattori strutturali che incidono su tali assetti. Sono state attentamente analizzate le interrelazioni tra i mercati pubblicitari, nonchè le interconnessioni tra la raccolta pubblicitaria ed il settore televisivo. Ne è emerso uno scenario competitivo in cui sussistono alcuni fattori di natura strutturale che ostacolano il corretto funzionamento del mercato della raccolta pubblicitaria televisiva, impedendo il realizzarsi del gioco della concorrenza in tale ambito e piu' in generale nei settori pubblicitario e televisivo. Le analisi condotte nella presente indagine conoscitiva consentono di formulare alcune considerazioni conclusive in merito alle maggiori criticità sotto il profilo concorrenziale che ancora persistono nelle varie fasi della filiera pubblicitaria e televisiva.

II. I FATTI STILIZZATI E LE VALUTAZIONI CONCORRENZIALI

L'attuale assetto del settore pubblicitario nazionale è contraddistinto da un grado di sviluppo economico ancora limitato. Il fatturato pubblicitario è tra i piu' bassi in Europa sia in termini assoluti che relativi. La presente indagine ha evidenziato come il settore sia caratterizzato da un assetto oligopolistico, con due operatori, Mediaset e RAI, che ne controllano la parte maggioritaria; in Europa il livello di concentrazione è significativamente piu' basso, con una concorrenza allargata a piu' operatori e con una maggiore osmosi tra i diversi mercati che ne costituiscono la filiera. La struttura concorrenziale dei mercati in Italia appare quindi limitare lo sviluppo economico del settore. Una analisi disaggregata dei singoli mercati pubblicitari nazionali ha poi evidenziato l'esistenza di assetti competitivi assai diversi: mentre i mercati della pubblicità su quotidiani, periodici e radio presentano una struttura piuttosto competitiva, quello della raccolta pubblicitaria televisiva è caratterizzato da un assetto particolarmente concentrato in cui Mediaset opera in posizione dominante e RAI raccoglie la quasi totalità della parte residuale del mercato. Il differente assetto competitivo dei mercati pubblicitari influenza i margini di profittabilità degli operatori pubblicitari e quindi la capacità di tali soggetti di offrire nuovi prodotti ed incidere sulle scelte dei consumatori: in particolare il mercato nazionale della raccolta pubblicitaria televisiva è contraddistinto, a differenza degli altri mercati pubblicitari, da elevate rendite monopolistiche che non hanno riscontro negli altri Paesi europei. La struttura concorrenziale dei mercati pubblicitari si lega all'asimmetrica ripartizione degli investimenti pubblicitari tra i mezzi di comunicazione che connota il settore pubblicitario italiano rispetto a quelli esteri. In Italia infatti piu' che altrove, la televisione ha raggiunto una posizione di strutturale e durevole vantaggio rispetto agli altri media. L'elevato grado di concentrazione del settore pubblicitario e l'asimmetrica ripartizione degli investimenti degli inserzionisti appaiono quindi strettamente connessi alla struttura concorrenziale del mercato televisivo in ragione del potere di mercato acquisito da Mediaset e RAI.

   

Associazione Giornalistica Radiotelevisiva - AGR

Copyright 1999 © AGR on line