| Data: martedì 22 novembre 2011 | Sezione: Spettacolo |
| Grazia Scuccimarra in....Facce di bronzo | |
| Dal 24 al 27 novembre al teatro Manfredi di Ostia | |
| ( AGR ) Da quando fa teatro, e sono tanti anni, ci ha abituati a sentire le cose per quelle che sono. Il suo attento occhio e la sua verve, senza orpelli e senza giri di parole, hanno descritto con ironia e anche con sarcasmo, l’attualità e i suoi personaggi. Grazia Scuccimarra, con Facce di bronzo, al teatro Nino Manfredi dal 24 al 27 novembre, anche questa volta punta il dito e racconta di re e di giullari stigmatizzando questi due ruoli che spesso però si confondono. E allora ecco il senso del ridicolo e del paradosso, considerate dall’attrice le uniche armi utili a provocare almeno un graffio su quella “dura, liscia e insopportabile faccia di bronzo”. Si tratta del requisito di chi compie le peggiori azioni e sembra non accorgersene nemmeno, di chi non ha remore rimorsi o ripensamenti, di chi non conosce vergogna per quello che fa e che, perciò, imperterrito continua a fare. “Guarda, come se niente fosse!” è la frase che solitamente accompagna il passaggio di quelle facce. E questo essere impermeabili, inattaccabili che è proprio delle facce di bronzo provoca, in chi entra in contatto con tale duro metallo, un ineluttabile senso di impotenza, di frustrazione: vorresti spaccargliela quella inalterabile faccia, ma è di bronzo appunto, ti farai male solo tu, ti spaccherai qualche osso mentre lei ti sfilerà sotto il muso beffarda racconta l’autrice-attrice.Facce di bronzo è un pamphlet contro tutte quelle categorie di persone che compiono le peggiori azioni senza riguardo, chi non ha remore rimorsi o ripensamenti, chi non conosce vergogna per quello che fa e che, perciò, imperterrito continua a fare. Si parla sì di politica ma di riflesso, come parte settoriale di una società controversa e alla deriva, in cui tutti hanno la loro parte di responsabilità. Partendo dai massmedia, in particolare dall’ambiente giornalistico reo di imbottire la popolazione di informazioni che servono solo a stimolare il tedio e la paura, passando per le pubblicità e la loro persuasione linguistica, e arrivando fino a noi, al popolo medio e sottomesso, la cui unica e temibile reazione sembra essere l’impetuoso sfogo di insulti contro il televisore del proprio salotto.Non mancano le esilaranti stilettate ai rapporti di coppia, con occhio attento al mondo femminile, del quale A suon di risate e applausi a scena aperta, |
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