| Data: mercoledì 9 novembre 2011 | Sezione: Cronaca |
| Morire per la pace, gli eroi di Kindu | |
| Ricordati, con una cerimonia organizzata dai Lions, all’aeroporto di Fiumicino i tredici avieri trucidati 50 anni fa in Congo | |
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(AGR) Sono stati i primi morti italiani per la pace nel mondo. Militari impegnati in azioni umanitarie fatti a pezzi solo perché “bianchi”. Sono i tredici aviatori italiani trucidati a Kindu, 50 anni fa, e ricordati sabato scorso 5 novembre, con una significativa cerimonia dai Lions Roma Mare che da venticinque anni tengono viva la memoria di quella strage. Una cerimonia che da quest’anno, con un voto del XIII Municipio di Roma, è stata istituzionalizzata ed è entrata ufficialmente nel programma degli eventi del comune. “Hanno sacrificato la loro vita per la pace – ha ricordato Patrizia Cicini, presidente Lions Roma Mare accogliendo le personalità presenti – la memoria di Kindu è un impegno per il nostro paese e per la ricostruzione della pace nel mondo. Una pace che non può essere stabilita se i diritti umani non vengono tutelati. Ed è in questa tutela ed in nome della pace che da 25 anni i Lions hanno voluto ricordare il sacrificio di questi eroi”. Per i Lions il tema della pace è uno degli obiettivi prioritari. Tra gli scopi dell’associazione troviamo, infatti, il proposito di “creare e stimolare uno spirito di comprensione fra i popoli del mondo, promuovendo l’interesse attivo per il benessere civico, culturale, sociale e morale della comunità”. Kindu è una località del Congo belga dove, nel novembre 1961 vennero trucidati tredici aviatori italiani disarmati in missione di pace dell'ONU per alleviare le sofferenze di una popolazione stremata dalla guerra e dalla fame, trasportavano
Questi i loro nomi: A bordo del C-119 India 6002 (nominativo radio “Lyra
- Maggiore pilota Amedeo Parmeggiani; A bordo del C-119 India 6049 (nominativo radio “Lyra
- Capitano pilota Giorgio Gonelli |
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