Data: giovedì 3 novembre 2011 Sezione: Medicina
   
CPO, gravi carenze di personale
Il Centro di viale Vega rischia una lenta e progressiva perdita delle proprie funzioni
 
( AGR ) L’assemblea  indetta dalla R.S.U., svoltasi ieri pomeriggio presso il presidio sanitario del C.P.O. di Ostia, ha fatto emergere, ancora una volta, la difficile situazione nella quale si trovano le strutture socio sanitarie del Territorio a causa della grave carenza di personale. Il C.P.O.,  dopo  gli impegni presi dalla Regione  e, soprattutto, dopo  le tante promesse  “elettorali” rischia un lento, ma progressivo depauperamento  della sua funzione e del suo ruolo, sino al rischio di una chiusura e/o trasformazione proprio perché, a quelle promesse, non hanno fatto seguito quei provvedimenti  ( dotazione organiche) in grado di garantire la piena e completa funzionalità della struttura.

I sindacati denunciano: “La grave carenza del personale, oltre a non dare piena attuazione al Decreto n° 90/2010 della Regione Lazio, nella quale  il C.P.O. viene definito come “ Centro Spinale” dedicato al trattamento delle mielolesioni, rende difficoltoso assicurare anche quei minimi  livelli assistenziali  sino ad oggi garantiti, proprio perché, alle già preesistenti carenze di figure professionali, se ne sono aggiunte altre negli ultimi mesi ( tra settembre a oggi 4 unità infermieristiche in meno). In questa situazione – si legge su una nota sindacale -  le lavoratrici ed i lavoratori sono costretti, per coprire i turni  di lavoro, a svolgere  lavoro straordinario (900 ore di straordinario di media effettuate al C.P.O.)  con rischi enormi per la loro stessa salute.  La Regione Lazio e la Direzione dell’Asl Rm/D sino ad oggi non hanno adottato, pur nel quadro delle difficoltà economico/finanziarie dettate dal piano di rientro,  alcun provvedimento ( recupero personale sospeso a vario titolo, sostituzione maternità, ecc., ecc. ) capace di far fronte alla grave condizione nella quale versano i servizi ed i presidi  socio sanitari del Territorio”. “La Direzione della Asl Rm/D  - affermano i Cobas - non può pensare di “ risolvere” le criticità e le problematiche presenti nei vari Servizi Socio – Sanitari del territorio adottando provvedimenti contraddittori e non funzionali con  argomenti pretestuosi pervenendo, ad un lento e progressivo depotenziamento dei servizi stessi, per poi creare le condizioni per la loro chiusura ( v. Cure Primarie di Casal Bernocchi) magari con l’intento di “spogliare un altare per rivestirne un altro “ con il rischio che la cura diventi peggiore della malattia”.

   

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