Data: lunedì 19 settembre 2011 Sezione: Politica
   
Dune di Castelporziano, monumento naturale
Invece del waterfront la proposta di Sel vorrebbe trasformare Capocotta in area ad alta protezione
 
( AGR ) In alternativa al “water front”, Interrogazione regionale per sbloccare la proposta di istituzione del monumento naturale “Dune del Lungomare di Ostia”. “Alla fine del 2009 – ha dichiarato Sandro Lorenzatti, Coordinatore SEL del XIII –  l’ex assessore regionale all’Ambiente, Filiberto Zaratti (ora consigliere  regionale SEL), accolse l’istanza di istituzione ai sensi dell’art. 6 della

legge regionale sulle aree protette n. 29 del 1997 del Monumento Naturale “Dune  del Lungomare di Ostia” e avviò le procedure di legge in merito. La proposta  era giunta dalle associazioni ambientaliste, dal comitato cittadini di zona, e  si fondava anche su una relazione scientifica redatta dall’Istituto  universitario di Biologia Vegetale della Sapienza (che aveva riconosciuto in  queste aree la presenza di alcune specie habitat protette dalla CE), per  scrisse anche alla Comunità Europea chiedendo l’istituzione di un SIC (Sito Interesse Comunitario). In seguito, a norma di legge, si tennero dei tavoli  tecnici con i rappresentanti del Comune e della Provincia che approvarono la  proposta del Monumento Naturale. Col cambio di governo regionale, nel 2010, il  centro destra ha bloccato la procedura di istituzione del monumento, ovvero l’ invio della proposta al Consiglio regionale per la definitiva approvazione, e  si è completamente disinteressata al SIC. Oggi SEL XIII chiede alla Regione Lazio di riattivare immediatamente la procedura di istituzione del Monumento e  del SIC ed avvia una raccolta firme cittadina per sostenere la richiesta e,  attraverso il gruppo regionale SEL, presenta un’interrogazione regionale che  chiedere conto del Monumento e del SIC

“Con l’istituzione del monumento naturale – prosegue Lorenzatti -, vogliamo  tutelare tutte le aree verdi superstiti del Lungomare, soggette a continui  abusi edilizi e commerciali e che oggi sono preda degli speculatori attraverso  il progetto “Waterfront”, l’ecomostro da un milione di metri cubi di cemento che il comune e il municipio vorrebbero permettere sul lungomare”

   

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