| Data: giovedì 18 agosto 2011 | Sezione: Cultura |
| Etruschi, importante scoperta nella Tomba Reale a Tarquinia | |
| Dopo 2700 anni, gli archeologi hanno rimosso la lastra di pietra che chiudeva l’accesso | |
| ( AGR ) Gli archeologi, impegnati nella quarta campagna di scavi del Tumulo della Regina, nel cuore della necropoli etrusca di Tarquinia, hanno scoperto l’esistenza di una camera secondaria ancora sigillata da una grande lastra di pietra. Nei prossimi giorni verranno effettuate accurate indagini degli ambienti interni, appena riaperti alla luce, di cui si possono al momento rilevare tracce del raro intonaco originario e di materiale archeologico. Il Tumulo della Regina è un’imponente struttura architettonica del diametro di circa Le ricerche - condotte a partire dal 2008 dall’Università degli Studi di Torino, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria meridionale e dalla città di Tarquinia, dirette sul campo da Alessandro Mandolesi - hanno rivelato la presenza, nella parte anteriore del sepolcro, di un largo accesso praticabile, probabilmente coperto in origine da una grande tettoia, utilizzato per le celebrazioni in omaggio al nobile defunto. Durante la campagna di scavo del 2010 sono stati scoperti, in questo ambiente, i resti di un rarissimo intonaco in gesso alabastrino, secondo una modalità nota nel Vicino-Oriente (Cipro, Egitto, area siro-palestinese). Si tratta di un esempio di rivestimento murario, finora sconosciuto in Italia, presumibilmente realizzato da maestranze specializzate provenienti dal Levante mediterraneo. Ma le sorprese non sono finite: in alcuni punti sono emerse tracce di decorazioni dipinte rappresentate, allo stato attuale, da una larga fascia rossa che doveva svilupparsi sui tre lati dell'ingresso, al di sotto e al di sopra della quale si individuano delle raffigurazioni di probabile significato religioso. Fra queste, una figura di difficile lettura disegnata con contorno in rosso e campita in nero. La corposa immagine ha un evidente andamento sinuoso che la avvicina a motivi vegetali o animali del repertorio orientalizzante. Nella parte bassa si sono invece riconosciuti un unguentario di tipo corinzio e forse la mano di un personaggio. L’importanza di questo intonaco dipinto ha reso necessario l’intervento dell’Istituto Superiore per |
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