| Data: venerdì 24 giugno 2011 | Sezione: Ambiente e Territorio |
| Greenpeace: sui rifiuti elettronici un anno perso? | |
| «La Commissione adesso è obbligata a rispondere entro un mese» afferma Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace | |
(AGR) – A un anno dall’entrata in vigore della legge per la raccolta dei rifiuti elettronici (D.M. 65/2010), meglio nota come decreto “uno contro uno”, Greenpeace contesta l’assenza di risposte dalle Autorità italiane e comunitarie alle sue denunce. La video inchiesta condotta da Greenpeace nel 2010 aveva dimostrato il mancato rispetto della legge da parte di alcuni rivenditori hi-tech [1]. La questione era arrivata all’Unione europea grazie a una interrogazione dell'eurodeputato Sonia Alfano e, lo scorso febbraio, A distanza di quattro mesi circa però tutto tace e l'eurodeputato ha depositato una nuova interrogazione in via prioritaria in cui richiede: in che data « I dubbi sollevati dall'eurodeputato Sonia Alfano avevano spinto Anche se le inchieste di Greenpeace condotte in questi anni sulla gestione poco virtuosa dei rifiuti elettronici non sono riuscite a smuovere il ministero dell’Ambiente per migliorare la gestione dei centri di raccolta a livello nazionale, perlomeno il settore imprenditoriale sembra si stia adeguando all’obbligo previsto dalla legge sul ritiro “uno contro uno”. Link alla video inchiesta: [1] http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/video-inchiesta-rifiuti-elettronici/ Contatti: Ufficio stampa Greenpeace, 06.68136061 (int.211 - 203 - 239) Cecilia Preite Martinez, ufficio stampa, 348.3988615 Vittoria Polidori, resp. campagna Inquinamento, 348.3988919 |
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