| Data: mercoledì 18 maggio 2011 | Sezione: Ambiente e Territorio |
| Greenpeace: Vittoria a Porto Tolle | |
| Il Consiglio di Stato ribalta il verdetto del TAR Lazio sulla riconversione a carbone della centrale Enel | |
(AGR) Greenpeace esulta per la decisione del Consiglio di Stato [1] che - ribaltando l'incredibile verdetto del Tar del Lazio - dichiara illegittimo il decreto con cui nel 2009 il Ministero dell'Ambiente ha dato parere positivo sulla compatibilità ambientale al progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. Battuta quindi la tesi dell'Enel secondo cui la centrale a carbone sarebbe meno inquinante di una equivalente centrale a gas, grazie ai camini più alti che abbassano le concentrazioni al suolo degli inquinanti. "Il carbone è il peggior killer del clima del pianeta - ricorda Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia -. Non è possibile ritenerlo ambientalmente compatibile con nulla, men che meno con una zona fragile come il Delta del Po". Per varie ragioni, il Delta del Po "affonda" in mare, in media di Dopo l'esito del referendum in Sardegna, con quasi il 98% dei cittadini che dicono no al nucleare, questo è un altro segnale chiaro per l'ENEL e per chiunque voglia continuare a usare combustibili sporchi. L'unica speranza per il nostro futuro è una rapida rivoluzione energetica che si basi su rinnovabili ed efficienza. È possibile e conviene dal punto di vista economico, dell'occupazione, dell'innovazione tecnologica. Nota: [1] Greenpeace, WWF ed Italia Nostra, insieme alle associazioni ambientaliste e del settore turistico locali, avevano presentato ricorso contro la riconversione a carbone della centrale. Contatti: Ufficio stampa Greenpeace, 06.68136061 int. 239 - 146 - 211 - 102 Cecilia Preite Martinez, ufficio stampa, 348.3988615 Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia 340.8009534 |
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