Data: venerdì 28 luglio 2017 Sezione: Cronaca
   
Il caso di Charlie Gard
Il bambino morirà in una struttura per malati terminali
 
Charlie è affetto da sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una malattia rarissima che ha colpito solo 16 bambini in tutto il mondo. I genitori del piccolo, Connie Yates e Chris Gard hanno combattuto fino all'ultimo per far si che i giudici firmassero il nulla osta che avrebbe permesso a Charlie di sottoporsi ad una cura sperimentale negli Stati Uniti, ma nel corso di questa lunga battaglia legale le condizioni del bambino si sono aggravate, ed il piccolo è stato colpito da un’encefalopatia, un’alterazione anatomo-fisiologica dell’encefalo che modifica la struttura del cervello o le sue funzioni, per cui secondo i medici dell'ospedale dove è ricoverato il trasferimento negli States sarebbe risultato inutile, poiché questa condizione non gli avrebbe mai permesso di mangiare ed respirare autonomamente, per cui gli stessi hanno chiesto il parere del comitato etico dell'ospedale sulla terapia sperimentale. Ciò non ha fatto smettere di combattere Connie e Chris per loro figlio, riuscendo a raccogliere tramite una campagna di crowdfunding più di un 1 milione e 200mila sterline per poter sostenere il costo della cura sperimentale negli U.S.A . Malgrado la volontà dei genitori,i giudici britannici hanno sempre respinto la richiesta di trasferimento di Charlie. Lo scorso 24 luglio la coppia ha deciso di non richiedere più il parere dei giudici riguardo alle cure mediche, rassegnandosi di dover far staccare la spina a loro figlio. Come ultima richiesta, avevano il desiderio di riportare Charlie a casa per i suoi ultimi giorni, ma anche in questo caso l'ospedale si è opposto affermando che nell'abitazione non ci sarebbero potute essere le cure ed i macchinari presenti in una clinica specializzata in modo tale che il bimbo lasciasse questo mondo con una morte dignitosa. Il giudice Nicholas Francis ha concesso alla famiglia la possibilità di trovare uno specialista entro le 12 del 27 luglio, solo in quel caso il giudice avrebbe accolto la loro richiesta, altrimenti il bambino sarebbe stato trasferito anche senza il loro consenso in una clinica per malati terminali. Il giorno prima della scadenza del termine previsto per la decisione, i genitori del bambino hanno deciso di far trasferirlo in una clinica per malati terminali, a patto che gli venga concessa un' ultima settimana di tempo per stare con lui. Charlie morirà quindi pochi giorni prima di aver compiuto un anno. 28/07/2017 GIULIA GIUFFRIDA
   

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