Data: venerdì 5 maggio 2017 Sezione: Cronaca
   
ERGASTOLO PER PADUANO, CHE UCCISE E BRUCIO' SARA
Nonostante il rito abbreviato il gup Gaspare Sturzo,ha condannato l'assassino al massimo della pena
 
Sara Di Pietrantonio, era una giovane e bella ragazza della periferia romana, quando venne uccisa dal suo ex, un uomo più grande di alcuni anni che non si rassegnò alla fine della loro relazione, fatta di tira e molla. Lo scorso maggio, Sara aveva deciso di lasciarlo definitivamente, ma nonostante la decisione della ragazza, Paduano cercava dei chiarimenti e forse anche un'altra possibilità ma Sara era stata chiara, era finita, ed aveva iniziato a frequentarsi con una vecchia conoscenza, nonostante i diversi tentativi di avvicinamento del suo ex. Anche la sera del brutale omicidio, l'ex guardia giurata si era recato sotto la casa della giovane la quale dopo aver parlato con lui si era diretta in un pub con una sua amica e il suo nuovo fidanzato. Una volta terminata la serata ed aver lasciato il ragazzo a casa ed è rimasta da sola ha proseguito per la via di casa con la sua auto. Quando Sara si trovava su via della Magliana, una strada buia ed isolata, Vincenzo Paduano non ha esitato a farla fermare e a cospargere sia la macchina di alcool sia la povera Sara che nonostante ciò ha cercato di scappare e chiedere aiuto in vano. Una volta data alle fiamme l'autovettura, Vincenzo non ha esitato ad appiccare il fuoco verso Sara. L'assassino era stato accusato di omicidio premeditato aggravato da futili motivi, stalking e distruzione di cadavere. In occasione della formazione delle accuse, il 26 aprile scorso, Pauduano aveva chiesto scusa per ciò che aveva fatto. Quest'oggi è stata fatta giustizia, l'assassino è stato condannato al massimo della pena, all'ergastolo, il giudice ha deciso però di eliminare l'isolamento diurno a favore del fatto che sia stato giudicato con il rito abbreviato. Paduano è stato condannato anche a versare 600 mila euro alla famiglia della ragazza come risarcimento danni. La Pm Maria Gabriella Fazi, ha spiegato le motivazioni della sentenza di primo grado: "Sono state accolte tutte le ragioni dell'accusa". La mamma di Sara, Concetta ha dichiarato: ""Si tratta di una sentenza giusta e morale. Un primo gradino importante. Ho vissuto in apnea per circa un anno adesso una boccata d'aria fresca ma tornerò subito in apnea perché Sara non me la ridarà nessuno. Da parte di Paduano non c'è stato nessun pentimento e per questo sono contenta di questa sentenza. Lui non ci ha mai raccontato quello che ha fatto, è stato costretto ad ammettere quello che ha fatto di fronte alle prove". Giulia GIUFFRIDA
   

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