Data: lunedì 14 marzo 2016 Sezione: Spettacolo
   
Giorgio Albertazzi festeggia le mille repliche delle Memorie di Adriano
Grandi festeggiamenti per l'attore che ha raggiunto l'ambizioso traguardo. Applausi per l'attore che a fine spettacolo si intrattiene con il pubblico
 
(AGR) Ci sono spettacoli che vanno al di là della rappresentazione stessa. Per la storia, per l’atmosfera che si crea in sala, per la regia, la scenografia, le luci. “Memorie di Adriano”, racchiude tutto questo con una prerogativa in più: il protagonista Giorgio Albertazzi. Facile a dirsi ma non troppo. Il Maestro, oltre ad interpretare Adriano, interpreta se stesso in una simbiosi perfetta. Lo fa quando l’imperatore fa riferimento alla stanchezza delle sue gambe, lo fa quando lo stesso Adriano parla di una scuola di teatro alla quale tutti dovrebbero andare. Ed ancora quando, centellinando le parole chiude con “bisogna entrare nella morte co gli occhi aperti”. Lo fa quando, al termine dello spettacolo, peraltro come sua abitudine, si ferma a parlare con il pubblico in sala, confessando le sue debolezze dovute all’età. E gli spettatori ascoltano in silenzio ed entrano in sintonia con questo straordinario artista che ricorda la nonna Leonilde, che fa una dichiarazione d’amore al teatro, la sua vita. Dunque, mille repliche di “Memorie di Adriano”, oltre 18 anni in scena, oltre 500mila spettatori. Uno spettacolo tratto da un libro di successo, il romanzo di Marguerite Yourcenar che in tutto il mondo ha venduto più di 25 milioni di copie. Un regista, Maurizio Scaparro, che è esso stesso storia del teatro mondiale, così come peraltro Giorgio Albertazzi. La carta vincente sta nell’attualità, nel riferimento a “Roma dove si fanno i destini del mondo”, dove attraverso Adriano si parla di “libertà prima del potere”. L’imperatore si racconta privilegiando il lato umano a quello strettamente politico. Si stupisce delle stelle, dell’amore per un ragazzo, della meraviglia del teatro e della saggezza che viene dai greci e dalla loro lingua. Memorie di Adriano di Marguerite YOUECENAR - Jean LAUNAY con Giorgio ALBERTAZZI regia, Maurizio SCAPARRO in scena fino al 20 marzo
   

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