| Data: martedì 8 marzo 2016 | Sezione: Economia |
| Ostia, le imprese chiedono più attenzione | |
| Una ricerca della Confcommerciio mette a nudo le difficoltà degli imprenditori. Serve una svolta per il rilancio | |
| (AGR) Il commercio non riparte, le imprese commerciali sul litorale restano in un limbo senza futuro, rivendicano più sicurezza e sopratutto una “diversa” considerazione della politica che sembra, davvero, essersi dimenticata di Ostia e delle sue ambizioni di autonomia. Ieri mattina è stata presentata un’indagine commissionata da Confcommercio e condotta da Format Research, denominata: “OSTIA: il giudizio delle imprese”. Secondo l’indagine, infatti, l'87% delle imprese contattate nel X Municipio ha dato un giudizio negativo delle iniziative politiche portate avanti negli ultimi due anni dall'amministrazione locale che, secondo l'88,8% del campione intervistato, ha sempre tenuto in scarsa considerazione le esigenze e le aspettative delle aziende del territorio. L’estate del 2014 e la contestatissima chiusura del lungomare voluta dall’allora amministrazione Tassone ha pesato sul giudizio delle aziende locali che chiedono un deciso cambio di tendenza. Secondo il sondaggio, infatti, tra le priorità necessarie a rilanciare l'economia del territorio ci sono: politiche a sostegno del turismo (46,6 per cento), la lotta a contraffazione e abusivismo (43,2), le misure di sicurezza (31,2) e l'eliminazione delle inefficienze dell'amministrazione locale (24,8), oltre ad interventi per il decoro e la valorizzazione dell'arredo urbano (56,7 per cento), la manutenzione delle strade, marciapiedi e viabilità urbana (53,6 %). "Le imprese - ha spiegato Rosario Cerra presidente Confcommercio Lazio - chiedono di poter collaborare, di interagire con le istituzioni e con le forze dell'ordine. Quello che stiamo chiedendo alle istituzioni prefettizie e comunali è di rimettere in moto un sistema che veda la legalità a supporto dello sviluppo e lo sviluppo attraverso la legalità. Ad Ostia serve un progetto concreto, perché abbiamo bisogno di rilanciare questa città. Di far vedere che la stragrande maggioranza di questa città è sana e che le poche mele marce non possono inficiare il lavoro di tanti lavoratori onesti. ….La criminalità - ha sottolineato - si batte in due modi: con la cultura e con l'economia. Dobbiamo lavorare su questi due versanti per aumentare il livello culturale e rafforzare l'economia sana". Sul tema della sicurezza, infatti, il 36% del campione ritiene che i livelli nel 2015 siano peggiorati rispetto all'anno precedente, mentre per il 57,6% sono rimasti uguali. L'84% degli intervistati non ritiene il territorio adeguatamente presidiato dal punto di vista della sicurezza e della legalità. Per l'89,6 per cento delle aziende, le autorità dovrebbero mettere in atto misure più idonee a garantire la sicurezza delle imprese nella lotta alla criminalità. Tra gli interventi che potrebbero contribuire in tal senso svetta il poliziotto di quartiere (61,2 per cento), segue il controllo del territorio delle forze dell'ordine (54,8 %) e la collaborazione con la forza pubblica (54 per cento). "Il poliziotto di quartiere – ha spiegato Luca Capobianco, presidente Ascom Ostia - serve per il contrasto alla microcriminalità. Ed è richiesto sopratutto dai commercianti con attività su strada. A quanto riferito dal dirigente del commissariato Lido tra le prossime iniziative c'è proprio quella dell'inserimento del poliziotto di quartiere e di un maggior controllo dei pubblici esercizi. Questa ricerca ci dà l'occasione di capire le esigenze delle aziende e portare avanti iniziative e proposte nei confronti dell'amministrazione". Il 71,6% del campione ritiene che Ostia sia caratterizzata da fenomeni di criminalità non molto diversi da quanto accade in altri quartieri di Roma. Il 28,4% ritiene invece che il territorio di Ostia sia caratterizzato da gravi fenomeni di penetrazione mafiosa. "Ostia non e' una città mafiosa. Quando si parla di Ostia come città mafiosa - spiega Rosario Cerra, presidente Confcommercio Lazio - si fa un errore perché non è il caso di identificare tutto il territorio con una modalità criminale così pervasiva ed infamante. Nel nostro precedente sondaggio avevamo parlato di criminalità che si è dimostrata tanto nel municipio di Ostia che a Roma. L'identificazione dei soggetti è stata simile: da una parte organizzazioni criminali e dall'altra la politica. Però a Roma si vota, a Ostia no. Roma ha avuto un battage di comunicazione di un certo tipo, Ostia un altro. E' sicuramente vero che c'e' un tasso di criminalità alto che ci preoccupa moltissimo, ma ci preoccupa anche che le aziende sane di questo territorio vivono dell'attrattività del luogo. Se definiamo un territorio mafioso di fatto ne stiamo uccidendo anche la parte sana. L'economia sana va promossa e tutelata. Bisogna accendere il riflettore sull'economia sana e sulla ripartenza di questa città. Su questo stiamo lavorando". | |
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