| Data: domenica 28 febbraio 2016 | Sezione: Cultura |
| Presentato il romanzo di Ivan Nardone su 25 anni di lotte operaie | |
| “C’è rimasta la ragione” | |
(AGR) Macchiagodena (Is) – Per l’autore dell’opera, che porta la prefazione di Fausto Bertinotti, il primo luglio del ’93 è finita la prima repubblica fondata sul lavoro. Non è solo un romanzo che si legge tutto d’un fiato ma è anche la storia di tante donne e uomini che hanno scritto straordinarie pagine delle lotte operaie nel periodo caldo, quello che arriva al primo luglio del 1983, quando, dice l’autore del libro, finisce la prima repubblica fondata sul lavoro. A firmare il romanzo, “C’è rimasta la ragione”, sottotitolo “Una storia operaia” è Ivan Nardone, nato a Cassino e residente a Roma. Il libro è un intreccio di vicende che hanno riguardato le persone che, attraverso le loro lotte, hanno scritto pagine importanti di battaglie sindacali in difesa del lavoro, dei salari e dei diritti. L’autore, è cresciuto nei movimenti pacifisti degli anni novanta e alla fine di questo decennio, si è trasferito a Roma dove, si è occupato di tematiche agricole. Sue alcune intuizioni sui modelli agricoli sui cicli produttivi corti e per la sovranità alimentare. Molte le esperienze internazionali. Ha incontrato, insieme ad una delegazione di disobbedienti Arafat e i pacifisti israeliani. Fausto Bertinotti, che lo conosce bene perché Ivan, quando si è trattato di iscriversi ad un partito, ha scelto Rifondazione comunista, ha detto che Nardone appartiene a quella generazione di comunisti “ribelli e disobbedienti” cresciuti dopo le drammatiche giornate di Genova. Nardone ha partecipato anche alla giornata sull’agroalimentare della FABBRICA DEL PROGRAMMA con Romano Prodi. Il romanzo si apre, come si è detto, con un giudizio lapidario: primo luglio 1983, la fine della Repubblica fondata sul lavoro perché, il primo luglio 1983, 23 mila cassaintegrati Fiat, in base all’accordo Fiat Flm del 18 ottobre 1980, siglato dopo la marcia dei cosiddetti 40.000 avrebbero dovuto finalmente tornare in produzione, ma l’azienda, non rispettò l’accordo, lasciando migliaia di famiglie in mezzo alla strada e con gli operai rimasti in fabbrica, sottoposti a turni, orari e ritmi massacranti. Tre anni di lotte e impegno straordinario del Coordinamento cassaintegrati cancellati con un tratto di penna. Il ‘68, il ‘69, il ‘70 furono anni difficili. L’autore di “C’è rimasta la ragione” racconta questo periodo attraverso la narrazione delle lotte e il protagonismo di alcune donne e uomini. Persone semplici (Michelina, Donato, il figlio Luca e Vincenzo) che insieme ad altri giovani dal sud salgono verso il nord agli inizi degli anni ’60 e cambiano addirittura il modo di fare battaglia sindacale perché, partendo dal territori, pongono tematiche nuove come i diritti sociali e civili. Storie che si intrecciano con il vissuto quotidiano, con la passione calcistica, con le canzoni di lotta di Ivan della Mea, con il retroterra culturale del mondo contadino del sud. Esperienze di persone che prima di varcare i cancelli di Mirafiori, hanno fatto altri mestieri come Donato che esercitava la professione di scalpellino nella Valle del Comino e Michelina che nel Molise accudiva gli animali nella stalla dell’azienda familiare, a Portocannone, dove, ogni anno si svolge la corsa dei carri. Il libro nei suoi ventiquattro capitoli racconta, con rara capacità argomentativa, un quarto di secolo di storia italiana, dagli scontri in piazza Statuto alla presenza di Berlinguer davanti ai cancelli, scegliendo con precisione i passaggi storici e politici più significativi: dalla strage di Piazza Fontana alla morte di Pasolini, dal rapimento Moro, alle stragi fasciste, cucendo una credibile ricostruzione del rapporto tra lotte operaie e vicenda politica. Ivan Nardone, presentato dal sindaco di Macchiagodena Felice Ciccone, è stato intervistato dal giornalista Giovanni Mancinone. Prima dell’inizio del confronto sono state proiettate su un grande schermo le immagini di alcuni momenti dell’emigrazione, delle lotte e dei dirigenti politici e sindacali della sinistra italiana. |
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