| Data: lunedì 9 marzo 2015 | Sezione: Cronaca |
| Salviamo...le imprese balneari | |
| Secondo la Confcommercio sarebero a rischio chiusura 250 stabilimenti e 2.500 posti di lavoro | |
| (AGR) Gli imprenditori balneari di tutta Italia si sono dati appuntamento domani a Roma, a partire dalle ore 11.00, davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze per un sit-in di protesta a favore degli imprese pertinenziali. “Sono a rischio 250 imprese e 2.500 posti di lavoro – dichiara Riccardo Borgo, presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio. Con il sit-in vogliamo attirare l’attenzione del Governo e del Parlamento su questi stabilimenti balneari che hanno l’unico torto di non riuscire a pagare canoni demaniali spropositati, eccessivi e sbagliati e che rischiano la revoca delle concessione”. La legge finanziaria nel “Bisogna intervenire quanto prima – conclude Borgo – perché già questa estate diverse decine di aziende balneari rischiano di non aprire, creando, tra l’altro, un gravissimo danno d’immagine alle località turistiche e insufficienti servizi di spiaggia. Occorre modificare rapidamente i criteri di determinazione dei canoni demaniali marittimi introdotti dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, così da renderli ragionevoli, equi e sostenibili. Ma da subito è necessario un provvedimento che sospenda il pagamento di questi canoni assurdi e che blocchi i provvedimenti di sospensione, revoca o decadenza delle concessioni derivanti - appunto - dal mancato pagamento del canone”. |
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