| Data: lunedì 16 febbraio 2015 | Sezione: Spettacolo |
| Carmina Burana Ele Chant Du Rossignol al Teatro dell'Opera | |
| Fino al 20 febbraio, con musiche di Stravinskij e Orff per le coreografie di Micha Van Hoecke | |
| (AGR) A dar voce ai testi delle medievali canzoni profane saranno la mezzosoprano Kathleen Kim, il controtenore Filippo Mineccia e il baritono Jonathan Mc Govern. Nei ruoli principali del balletto saranno sulla scena l’étoile Gaia Straccamore che si alternerà con Angela Kouznetsova e Virginia Giovanetti per dare vita a Flora, mentre la prima ballerina Alessandra Amato si darà il cambio con Alessia Barberini e Cristina Saso nel ruolo di Fortuna, il primo ballerino Manuel Paruccini sarà Phebus, Alessio Rezza e Yuri Mastrangeli saranno Zephyrus. Con la partecipazione del Coro di Voci bianche diretto dal Maestro José Maria Sciutto e dell’eccezionale corpo di ballo del Teatro dell’Opera. Il coreografo belga Micha Van Hoecke, certamente non nuovo alle collaborazioni con il Teatro dell’Opera di Roma, racconta così la decisione di lavorare a quest’opera: “Quando il Teatro dell’Opera mi ha proposto di mettere in scena i “Carmina Burana”, sono stato davvero molto felice. Avevo già avuto esperienze con “Carmina Burana” per il mio lavoro in passato, ma questa volta si apriva la possibilità di mettere in scena vari personaggi che non avevo fatto prima, soprattutto per la qualità di vari solisti che fanno parte del corpo di ballo, che stimo e che ho avuto subito voglia di mettere in scena. Il fatto di avere dei solisti che possano interpretare i vari ruoli, che sono ruoli della mitologia del testo e che prima non avevo avuto l’occasione di sperimentare, è stata la spinta per un lavoro diverso. E poi – continua Van Hoecke – l’incontro con questo grande artista che è Emanuel Ungaro, che per la prima volta mette la sua arte nella danza – io dico danza, perché nel lavoro con Orff non si parla di balletto, ma si parla di danza, di canto e di musica – ed è proprio l’unione di queste tre discipline che noi dobbiamo sentire e in cui la danza diventa la visibilità del canto e quello che vediamo una sua potenza, perché abbiamo il coro delle voci bianche, tre cantanti solisti e quaranta ballerini, e il tutto diventa un grande, straordinario,affresco. Carl Orff con sua moglie, nel 1924, aveva creato una scuola di danza, di canto e di musica, dove si insegnavano ai bambini queste tre discipline e per me è soprattutto mettere in scena questo tipo di insegnamento al quale mi ispiro”. Le chantdurossignol, balletto in un atto tratto da una fiaba di Hans Christian Andersen, su musiche di Igor Stravinskij, ha la coreografia di Lorca Massine, da un progetto incompiuto di SergeDiaghilev e Leonide Massine. La scena, una flora “plastica”, è quella che Fortunato Depero creò su commissione del fondatore dei “BalletsRusses” alla fine del 1916, ovvero un paesaggio artificiale astratto con coni, piramidi e poliedri. Anche i costumi portano la firma dell’artista futurista. Nel ruolo del Rossignol, la prima ballerina del Teatro dell’Opera Alessandra Amato, che si alternerà con Marianna Suriano ed Erika Gaudenzi, mentre in quello del Rossignol meccanico, Annalisa Cianci che si darà il cambio con Roberta Paparella e Giovanna Pisani. L’imperatore sarà interpretato da Giuseppe Depalo, a giorni alterni da Emanuele Mulè, mentre Dopo la prima di questa sera, Le chantdurossignol - Carmina Buranaandrà in scena martedì 17 (ore 20) mercoledì 18 (ore 20), giovedì 19 (ore 20), venerdì 20 (ore 18). di Manuela Minelli |
|
Associazione Giornalistica Radiotelevisiva - AGR Copyright 1999 © AGR on line |
|