Data: lunedì 17 marzo 2014 Sezione: Cronaca
   
Acqua inquinata, il comune di Fiumicino vuole vederci chiaro
Il sindaco Montino: regione e asl consegnino risultati analisi. Serve chiarezza e dati certi
 

(AGR) L’acqua inquinata era nota da tempo alle Asl. Questa la denuncia di un caseificio che ha reso noti dati risalenti al 2004 . Sulla questione ha avviato un’indagine anche l’Ordine dei Medici.Sull'acqua all'arsenico e sulle tubature in amianto dell'acquedotto indaga anche la magistratura. Proprio questa settimana inizieranno gli interrogatori dei vertici dell'agenzia regionale davanti ai pm Roberto Cucchiari e Maria Letizia Golfieri, che hanno aperto due fascicoli. L'ipotesi di reato è avvelenamento, con i carabinieri del Nas che sono stati incaricati di eseguire accertamenti sulla pericolosità dell'acquedotto gestito dall’ente della Regione. Intanto anche l’amministrazione comunale di Fiumicino si muove: “Chiedo alla Regione Lazio – ha detto il sindaco Montino -  che mi vengano subito consegnati gli ultimi dati sulle analisi che la Asl ha effettuato sui campioni di acqua e latte anche attraverso i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale. Risultati che riguardano anche il territorio del Comune di Fiumicino, in particolare le località di Tragliata, Tragliatella e Testa di Lepre. Il Sindaco è responsabile della sicurezza dei suoi cittadini e primo rappresentante di autorità sanitaria locale. Credo che l’unico freno agli ingiustificati allarmismi, alla rabbia e alla comprensibile preoccupazione dei cittadini siano proprio i risultati delle analisi di laboratorio che vengono svolti dai rappresentanti dell’Azienda Sanitaria locale.  Non capisco perché queste informazioni non arrivino puntualmente e quotidianamente sulla mia scrivania. Chiedo di essere opportunamente informato su questioni che riguardano la salute dei cittadini, anche perché ho intenzione di pubblicare i risultati delle analisi sul sito internet ufficiale del Comune, a disposizione dei cittadini. La disinformazione sta generando timori che le Istituzioni tutte non possono permettersi”.

 

 

 

 

   

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