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Albertazzi ad Ostia con Lezioni Americane
Grande attesa al teatro Manfredi per la prima del popolare attore
 
Sezione: Spettacolo 25/11/2013
(AGR) Nell’anno in cui Italo Calvino avrebbe compiuto 90 anni (18 ottobre 1923) il maestro Giorgio Albertazzi porta in scena le ”Lezioni americane”, cinque conferenze scritte nel 1985 dallo scrittore per le  “Charles Eliot Norton Poetry Lectures” della Harvard University. L’invito era un vero evento per la cultura italiana, Calvino sarebbe stato infatti il primo italiano a tenere quelle conferenze, preceduto negli anni dalle più grandi personalità della letteratura mondiale: T.S.Eliot, Stravinsky, Borges, Northrop Frye, Octavio Paz. Sfortunatamente, lo scrittore morirà qualche mese prima della partenza per l’America, e le Lezioni resteranno allo stato di manoscritto inedito. All’alba del nuovo millennio queste conferenze, con un enorme successo, presero una forma teatrale grazie all’interpretazione di uno dei più grandi attori italiani: Giorgio AlbertazziAlcuni anni dopo, la moglie di Calvino, Ester, le fece pubblicare sotto il titolo di Lezioni americane - Six memos for the next millenium (Sei proposte per il prossimo millennio). In realtà le lezioni sono cinque, ma Calvino doveva scrivere in America la sesta, della quale conosciamo solo il titolo: “Consistenza”. "Vorrei dedicare le mie conferenze a certi valori, a certe qualità, o certe specificità della letteratura che mi sono particolarmente care, cercando di inserirle nella prospettiva del prossimo millennio."  Così dichiarava Calvino nella sua introduzione alle conferenze sulla Leggerezza, la Rapidità, L'Esattezza, la Visibilità, la Molteplicità; cinque valori da approfondire da un punto di vista letterario certo, ma anche come elementi del nostro vivere quotidiano. “All'alba del nuovo millennio - afferma il regista Orlando Forioso -queste conferenze, con un enorme ed imprevisto successo, presero una forma teatrale grazie all'interpretazione di uno dei più grandi attori italiani, Giorgio Albertazzi, e alla mia regia. Nota divertente e "calviniana" di quella edizione (oltre al grande successo a Parigi al Théâtre du Rond-Point per la stagione del Théâtre des Italiens, diretta da Maurizio Scaparro) fu la perplessità di un critico di un giornale del Sud che disse che dietro allo pseudonimo di Orlando Forioso si nascondeva lo stesso Albertazzi. Oggi lo spettacolo ritorna sui palcoscenici per una galoppata epica nella letteratura, e Giorgio Albertazzi è il Conferenziere che attraverso le parole di Calvino guida gli spettatori in questo viaggio vertiginoso, alla ricerca della Leggerezza. “La più riuscita è probabilmente la prima conferenza, scritta con una leggerezza conquistata grazie ad uno stile contraddittorio, ed un'esplorazione continua dei contrari ", ha dichiarato il suo amico-scrittore Pietro Citati, che lo ha seguito nelle sue ultime giornate. Lo spettacolo si concentra su questa prima conferenza, nella quale si incrociano e si fondono poesia e teatro, Calvino ed Albertazzi. Dante, Cavalcanti, Shakespeare, Lucrezio, Ovidio, Borges, Kafka, Cirano, Leopardi, sono stati da sempre gli autori con i quali ha convissuto Giorgio Albertazzi, e ci è parso naturale accostare alla conferenza calviniana il percorso parallelo di un artista innamorato della poesia e della scrittura. Un percorso che viene da lontano, e spesso con Albertazzi, Forioso ha evocato la preistoria della televisione italiana quando, in "Appuntamento con la novella", le sue mani aprivano e chiudevano il Libro. Oggi il libro/i libri di Calvino diventano teatro, in un labirinto di richiami, in un continuo dialogo tra letteratura, teatro, video e musica, facendo della stanza del Conferenziere l'antro dove si viviseziona la scrittura e dove se ne cercano i segreti; dove la Leggerezza è per lo scrittore l'oggetto irraggiungibile di una ricerca senza fine, data "l'insostenibile pesantezza dell'essere". Una giovane allieva cerca di comprendere il senso di questa ricerca, e il suo occhio-telecamera insegue il Conferenziere, filmandolo insieme ai suoi appunti, agli schizzi, ai disegni, ai quadri, ai libri, agli oggetti, e proiettando frammenti di filmati della memoria teatrale di un Albertazzi cantore delle epiche gesta del pensiero, che si fa scrittura. Nulla più sulla scena, già piena di riflessioni e concetti "non di un vecchio" come diceva Alberto Moravia " ma di un giovane che vede la letteratura come una donna amata, bellissima, ritrosa e lontana, e la vuole conquistare".

 

 

 

 

“Lezioni americane”

 

di Italo CALVINO

con Giorgio ALBERTAZZI

regia, Orlando FORIOSO

 

 


Autore: AGR: EB - Redazione

 

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