Poco prima delle 19 di ieri sera è morto il presidente della Juventus, Vittorio Chiusano.
L’avvocato e' deceduto nel reparto di terapia intensiva della clinica torinese Pinna Pintor dove era stato trasferito una quindicina di giorni fa dall' ospedale Molinette di Torino dove era stato ricoverato per un improvviso e grave deterioramento della sua situazione cardiaca.
Ieri pomeriggio l' ulteriore aggravamento tanto che i familiari avevano deciso di dargli i conforti religiosi.
Le grandi passioni di Vittorio Caissotti di Chiusano, l' ''avvocato dell' Avvocato'', come lo chiamavano a Torino dove era conosciuto come il legale di Giovanni Agnelli erano proprio la professione di Avvocato e la Juventus, la squadra di calcio plurititolata in ambito nazionale seguita de sempre.
Chiusano si era sempre definito infatti come ''un tifoso onorato del ruolo che ricopriva''.
Nella società bianconera era arrivato nel febbraio del 1990, quando era stato scelto come diciannovesimo presidente per sostituire un altro ''mostro sacro'' della Juventus: Gianpiero Boniperti, che, prima da giocatore e poi da dirigente, aveva messo la propria firma sulla tante vittorie della squadra bianconera.
I risultati alla sua guida ai vertici non si sono fatti attendere: dopo pochi mesi dal suo insediamento, infatti, la Vecchia Signora conquistò la Coppa Uefa e la Coppa Italia.
Il primo scudetto arrivò nel 1995 a cui ne sono seguiti altri quattro, tra cui quelli delle ultime due stagioni vissuti da regnante mentre Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Roberto Bettega governavano.
Presidente del ''Centenario'' bianconero, Chiusano ha guidato la squadra al successo anche in un' altra Coppa Italia ('95), in tre Supercoppe italiane ('96, '98 e 2002) e in una seconda Coppa Uefa ('93).
Soprattutto e' stato il condottiero dei successi in Champions League nel '96, nella Supercoppa Europea e nell'Intercontinentale nel '97.
Molto legato a Giovanni Agnelli, Chiusano aveva sofferto molto per la sua morte, tanto che il suo primo pensiero fu quello di dedicargli lo stadio ''Delle Alpi''.
Sempre disponibile a regalare un sorriso e una battuta ai tifosi che lo incontravano nell' atrio dello stadio, prima del fischio d' inizio degli incontri, il presidente amava discutere di calcio con i giornalisti con cui si fermava spesso anche a scherzare.
Dopo 13 anni di presidenza, se n' e' andato con la gioia dell' ultimo scudetto nel cuore e con il rammarico della Champions League persa ai rigori contro il Milan.
Lo aveva detto agli amici piu' intimi, augurandosi che il riscatto sarebbe stato immediato.
A cominciare dalla Supercoppa di domenica proprio contro la squadra rossonera.
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