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Enogastronomia, archeologia ed arte per il turismo
Da Bagnoregio alla via Armerina, la Tuscia conquista nuovi mercati, in arrivo svedesi e tedeschi.
 
Sezione: Ambiente e Territorio 06/10/2009
Via amerina e la necropoli nel cavo degli zucchi

(AGR) Un vero e proprio viaggio alla scoperta della Tuscia, una “regione” a due passi da Roma e tutta da scoprire, pronta a proporti sempre nuove mete turistiche, facendo leva su un patrimonio storico-archeologico di grande interesse. Se a tutto questo si aggiungono: prezzi al ribasso ed una cucina che rappresenta un ideale connubio tra quella umbra e quella romana, il giusto relax, anche per una gita fuori porta od un week-end alla ricerca di nuovi sapori è assicurato. E’ questo il tema vincente di “VisiTuscia”, un  workshop turistico organizzato negli splendidi spazi di Palazzo Doria Pamphili a San Martino al Cimino (Viterbo), a cui hanno partecipato oltre 40 bayers e 200 aziende del viterbese. La manifestazione, giunta alla sua terza edizione, ha rappresentato l’occasione migliore per agriturismi, alberghi, ristoranti, camping, associazioni, agenzie e piccoli tour operator per promuoversi ed aprirsi al mercato nazionale ed internazionale, in particolare, sono previsti nuovi arrivi dalla Svezia e dalla Germania. “La “mission di VisiTuscia” -  ha dichiarato Vincenzo Peparello, esperto di marketing e ideatore della manifestazione, - non è tanto quello di far incontrare due operatori, quello della domanda e quello dell’offerta, ma due partner commerciali. Se il 30% degli operatori ha messo in programmazione il nostro territorio dopo aver partecipato a “VisiTuscia”, significa che la formula adottata non solo è quella giusta, ma è anche vincente”. Il nuovo tour proposto parte da Civita di Bagnoregio per andare a scoprire l’antica “Civita”, la città che muore… ed arriva ai Giardini Hortus Unicorni e della Separa, due giardini “artistici” che riprendono, sotto nuove forme artistiche e botaniche, il filone dei “Mostri” di Bomarzo. “Occorre passare dalle parole ai fatti. -  ha detto il Presidente Ferindo Palombella, presidente della Camera del commercio - Fino a qualche giorno fa… la nostra provincia era una terra sconosciuta. Il turismo era poco praticato e i prodotti, pur eccellenti, erano destinati all’autoconsumo. Da qualche anno non è più così…. La spinta delle imprese e delle istituzioni ha fatto scoprire un territorio attraente, da vendere e da gustare, appetibile sia dal punto di vista culturale ed ambientale, che, insieme all’enogastronomia devono fare da motore per lo sviluppo del territorio”. Tra le “chicche” promosse dall’evento, particolare successo ed interesse ha destato il nuovo prodotto turistico della via Armerina, per un trekking a piedi od a cavallo sull’antica arteria romana, tra campi agricoli, pascoli, torrenti e boschi rigogliosi. “In questi ultimi tempi – ha detto  il tour operator Tuscialand – abbiamo ricevuto numerose richieste per itinerari che partendo da Roma facciano conoscere anche altre zone del territorio laziale. Qui abbiamo incontrato la domanda italiana e, grazie alla felice intuizione degli organizzatori, anche quella estera che conferma il crescente interesse, già registrato in analoghi workshop, per quest’area a ridosso della Capitale”. Nepi è il primo tesoro da scoprire, prima la Rocca dei Borgia (dove si dice che si aggiri ancora il fantasma di Lucrezia) con il basolato della Via Amerina perfettamente recuperato che “entra” nel torrione principale. Da qui si parte per raggiungere, a pochi chilometri  il tratto della via Amerina più ricco di ritrovamenti archeologici, oggi in parte custoditi sia nel museo di Civita Castellana ed in quello dell’Etruria Meridionale a Roma.

 

Enzo Bianciardi

 


Autore: AGR: EM - Redazione

 

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