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L'importanza di chiamarsi...Ernesto
Al Manfredi Antonia Di Francesco protagonista della commedia in programma da giovedì a domenica
 
Sezione: Spettacolo 21/01/2013
(AGR) Il classico dei classici, di un autore altrettanto.... classico. Il tutto affidato all’interpretazione e alla regia di Antonia Di Francesco. “L’importanza di chiamarsi Ernesto” è lo spettacolo in scena da giovedì a domenica al teatro Nino Manfredi e racconta di una certa “alta società” che, come afferma la stessa Antonia Di Francesco, spesso è ricca di… “vuotaggine”.Ed allora ecco Algernon e Jack, due amici di vecchia data, che vivono uno in città e l’altro in campagna. Entrambi conducono una "vita segreta": Algernon finge di avere un vecchio amico malato di nome Bunbury in campagna, mentre Jack finge di avere un fratello scapestrato di nome Ernest in città. Questo espediente permette loro di assentarsi dalle rispettive case e famiglie quando meglio credono. Jack ama Gwendolen Fairfax, cugina di Algernon, e vorrebbe sposarla. La donna, pur ricambiando il sentimento, dichiara che sposerà solo un uomo chiamato Ernest perché quel nome le "procura delle vibrazioni"; così Jack, pur di sposarla si presenta lei come Ernest. La storia si complica quando, con un sotterfugio, Algernon si presenta alla casa di campagna di Jack spacciandosi per Ernest, il fratello scapestrato di questi. Conosce e si innamora di Cecily Cardew, la pupilla di Jack, la quale quindi è convinta di amare, anche lei, un uomo di nome Ernest. Nessuno dei due uomini è veramente "earnest" (onesto), né "Ernest" (in inglese le due parole si pronunciano allo stesso modo); ma forse stavolta vorranno diventarlo.

 


Autore: AGR: EB - Redazione

 

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