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Un flop la raccolta differenziata nel IV Municipio
Monitoraggio Legambiente: IV Municipio è una discarica a cielo aperto, cassonetti strapieni, sporcizia ovunque e nessuna informazione per i cittadini.
 
Sezione: Ambiente e Territorio 02/01/2013
(AGR) Mentre Malagrotta viene prorogata per l'ennesima volta da un inutile commissario, a Roma è già fallito il nuovo modello per la gestione dei rifiuti avviato dall'AMA e dal Comune poche settimane fa. La triste realtà è evidenziata dal dossier fotografico dei volontari del circolo Legambiente Aniene che in questi giorni hanno passato al setaccio il IV Municipio: la raccolta, che differenziata non è, è diventata simbolo dell'inciviltà e della vergogna di vivere in una sorta di discarica nella quale i cittadini non sanno dove gettare i rifiuti e gli addetti dell'AMA non passano a raccoglierli, mentre la differenziata porta a porta è un sogno lontano. In Val Maria, buste cariche di rifiuti di natura imprecisata sono abbandonate in mezzo alla strada . Il cassonetto che dovrebbe contenere carta è strapieno e malridotto dopo un incendio, mentre buste spinte a forza escono dal cassonetto che dovrebbe contenere la plastica. Anche i cassonetti svuotati continuano ad avere come cornice a terra rifiuti in carta, plastica, un cartone di spumante, c'è persino una valigia abbandonta. I cassonetti sono stracolmi e così i cittadini gettano tutto a terra. In via Val Padana la situazione non cambia e tra una campana per la raccolta del vetro ed i cassonetti si notano con sgomento grandi buste di rifiuti lasciate per strada. Da un cassonetto per la carta spunta cartone e tutto intorno vi è una collina di rifiuti che impedirebbe il passaggio anche dei più volenterosi. Anche in via Val Pellice i rifiuti non si trovano dentro ai cassonetti, ma sono stati lasciati lì vicino: buste di plastica sono state incastrate nel cassonetto della plastica tentando invano di infilarle. A Via Conca d'Oro siamo all'emergenza sanitaria con sacchetti riversi su pozze d'acqua lasciate dalla pioggia dei giorni scorsi sempre di fronte ai cassonetti.

 

“Il nuovo modello per la gestione dei rifiuti proposto dall'AMA è già fallito, le strade sono invase di rifiuti da settimane, come comitati e associazioni avevano denunciato sarebbe successo. Altro che chiudere Malagrotta, piuttosto che investire per passare davvero in modo esteso al porta a porta, AMA e Comune hanno preferito una nuova sperimentazione folle con i cassonetti -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Questa situazione è inaccettabile, le proteste dei cittadini sono enormi, solo 26mila cittadini su oltre 200mila sono passati al porta a porta vedendo facilitata la possibilità di conferire i rifiuti differenziati, mentre tutti gli altri continuano a mantenere una vetusta raccolta stradale, o peggio sono tornati indietro anche dove il folle “sistema duale” aveva almeno ottenuto di rimuovere il cassonetto per l'indifferenziato. Il Comune deve rivedere il modello, allargare subito i quartieri serviti col porta a porta, progettando per bene gli interventi, eliminando i cassonetti, mentre contestualmente servono tavoli quartiere per quartiere per affrontare i numerosi problemi del nuovo sistema, tornando indietro rispetto al modello messo in campo.”

Il monitoraggio dei volontari di Legambiente ha preso sotto esame anche Via Val Cenischia dove uno stendino in plastica e ferro è stato gettato con disinteresse davanti ai cassonetti su un monte di rifiuti di ogni foggia e colore, con buste contenenti non si sa bene cosa e scatoloni mezzi aperti e mezzi chiusi gettati di fronte al cassonetto per la plastica. Lunga Via Val Maggia, i cassonetti per la raccolta non differenziata sono strapieni, buste, scatole di cartone, contenitori per giocattoli, cassette di plastica per la frutta, cassettine di cartone, polistirolo, cappelli per lampade, un ombrello rotto fanno bella mostra davanti a molti dei cassonetti lungo la strada.

“E' evidente ormai che AMA e Comune non vogliono far funzionare la raccolta differenziata e stanno sprecando i soldi dei cittadini e quelli del Ministero e della Regione, faremo quindi un esposto per danno erariale alla Corte dei Conti, non si può continuare in questo modo -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. I romani hanno visto la tariffa rifiuti aumentare del 45% negli ultimi cinque anni mentre la differenziata era quasi ferma e la discarica di Malagrotta ha continuato a fagocitare l'80% della monnezza della Capitale. E' chiaro che la direzione di prendere è tutt'altra rispetto a quella che AMA e Comune hanno voluto caparbiamente mettere in campo, la soluzione è a portata di mano con il passaggio alla raccolta domiciliare porta a porta in modo esteso su tutto il territorio come si fa già in 1400 Comuni ricicloni in Italia. Uno scandalo tutto romano, che va fermato subito, se davvero si vuole sventare una nuova Malagrotta a Monti dell'Ortaccio, come il commissario ai rifiuti vorrebbe.”


Autore: AGR: EB - Redazione

 

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