Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, afferma che i lavoratori del pubblico impiego riceveranno, con la busta paga di gennaio 2009, 50 euro come anticipo sugli aumenti definitivi in attesa del rinnovo contrattuale e spiega che il pacchetto del pubblico impiego inserito nella Finanziaria consiste in ''una serie di misure che tendono a salvaguardare il potere di acquisto dei lavoratori''.
Brunetta aggiunge che i lavoratori pubblici non dovranno aspettare ancora per il rinnovo del contratto. ''Visto che erano disponibili i circa 500 milioni per la vacanza contrattuale 2008, abbiamo deciso di pagare subito le indennita'. E cosi' ho inserito, d'intesa con Tremonti, un intervento che equipara il settore pubblico a quello privato''.
Per quel che riguarda il negoziato con i sindacati sul rinnovo dei contratti, il ministro dice che ''si parte a inizio ottobre'', e sul pacchetto osserva che ''in questo quadro, che certamente non e' di vacche grasse, avere di fatto tre miliardi di euro per i rinnovi contrattuali penso che non sia poca cosa''. '''Se poi - aggiunge - il sindacato pensa di chiedere di piu' vada da Tremonti e da Berlusconi a farselo dare. Io non ce l'ho''.
intanto, Il Governo si appresta a presentare un emendamento con il quale va a “cancellare” le norme sulla stabilizzazione dei lavoratori precari delle Pubbliche Amministrazioni: 120.000 persone perderanno, alla scadenza del contratto o entro 30 giorni dall'approvazione della legge, il loro posto di lavoro. Lo afferma il coordinatore del dipartimento Settori pubblici della Cgil Nazionale, Michele Gentile, nello spiegare che: ''Si tratta di lavoratori a tempo determinato che avevano maturato i requisiti previsti dalle 2 leggi Finanziarie precedenti e di lavoratori con vari contratti per i quali era in piedi una prospettiva di assunzione''.
Tutti i settori pubblici sono coinvolti da una decisione che Gentile definisce ''sciagurata'' perché ''tanti perderanno il loro lavoro, anche se ne hanno legittimamente diritto, e tale diritto faremo valere in tutte le sedi, tanti cittadini non avranno i servizi che oggi sono garantiti dai lavoratori precari''.
Infine, conclude Gentile, ''se ai 120.000 si aggiungono i 150.000 posti di lavoro in meno in conseguenza dei tagli alla scuola viene fuori un quadro sociale drammatico per l'occupazione, per i servizi pubblici e per la crescita del paese''.
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