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Il progetto di fusione Intesa Sanpaolo in discussione in questi giorni, far à nascere un colosso bancario italiano da 65 miliardi di euro di capitalizzazione, con 6200 sportelli in tutta Italia, 13 milioni di clienti e 90mila dipendenti.
Il progetto sarebbe stato nelle scorse settimane al centro di colloqui fra i presidenti, Giovanni Bazoli di Intesa e Enrico Salza del Sanpaolo e dei rispettivi amministratori delegati, Corrado Passera e Alfonso Iozzo. A favore dell'operazione si sono espressi il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa.
Secondo Prodi «l’ operazione è una bella cosa davvero per il sistema bancario e perché consentirà di avere due gruppi di taglio internazionale: Unicredit e l'entità che nascerà dall'operazione». Segnale verde anche Silvio Berlusconi: «È un'ottima cosa - ha detto il leader dell'opposizione a margine del meeting dell'Amicizia di Rimini. - L’operazione dà finalmente all'Italia una banca capace di confrontarsi con le più grandi dimensioni delle banche europee e internazionali».
Sul fronte sindacale il primo a parlare è Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil: «Se confermata, l' aggregazione darebbe vita ad un polo bancario nazionale di dimensione europea, così come richiesto dalle nuove dimensioni del mercato e dall'esigenza di salvaguardare, nello scenario globale, forti poli di interesse nazionale». Ma il leader sindacale chiede anche delle rassicurazioni per quanto riguarda il futuro dei lavoratori dei due Istituti: «È evidente che per dare un giudizio più compiuto per le implicazioni delle integrazioni industriali e delle conseguenze su qualità e quantità dei livelli occupazionali, sarà necessario conoscere il progetto nel suo dettaglio. In ogni caso andrà prevista, nei tempi più rapidi possibili - prosegue il leader della Cgil - l'apertura di un tavolo di confronto fra il polo che si andrebbe a creare ed i sindacati di settore, perché il processo possa avere anche le caratteristiche di un trasparente e costruttivo rapporto fra impresa e lavoro». Anche la stampa internazionale si sofferma sull’operazione.
Secondo il quotidiano inglese Financial Times la fusione potrebbe dare vita a una «una potenza globale» e sottolinea che, se approvata, «non sarà l'ultima, in un mercato che, a parte la Germania, è il più frammentato d'Europa». Infine un commento benevolo anche da parte di Federconsumatori che sottolinea però come l’ aggregazione «deve incidere positivamente sulla riduzione dei costi e il miglioramento dei servizi bancari». |