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Legambiente, no alla privatizzazione dei servizi
Secondo gli ambientalisti sarebbe sbagliato.... ma anche miope privatizzare acqua, trasporto pubblico e rifiuti
 
Sezione: Ambiente e Territorio 09/03/2012
( AGR ) “Sarebbe sbagliato ma anche davvero miope cedere ai privati acqua, trasporto pubblico e rifiuti della Capitale, sono servizi pubblici che rappresentano un grande valore che deve rimanere saldamente in mano al Comune, gioielli sui quali puntare soprattutto in questo tempo di crisi economica, non certo per fare cassa a breve, trovandosi poi più poveri -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non c'è peraltro alcun obbligo di privatizzare, lo sanno bene i cittadini che hanno votato in modo chiaro e compatto in questa direzione ai referendum del giugno scorso. Sull'acqua poi è del tutto chiaro che la direzione da prendere è esattamente quella opposta, ossia ripensare ACEA e le società di gestione per garantire una nuova gestione pubblica e partecipata, con interventi seri e concreti a tutela di un bene sempre più scarso e prezioso per la vita.”

Nel caso del servizio idrico, in questi anni i cittadini hanno già sperimentato la gestione con i privati, trovandosi anche nel Lazio di fronte a consistenti aumenti delle tariffe, ai quali quasi mai è corrisposto un incremento della qualità del servizio, con piani e progetti continuamente disattesi, rimandati nel tempo. Con un concreto rischio di uso privatistico del bene, con le captazioni delle sorgenti dell’Aniene o le folli idee di vendita di quelle del Peschiera, la carenza idrica ai castelli romani, l'acqua con la sabbia a Roma e i distacchi in diversi contesti.

“Con il passaggio della gestione dei servizi pubblici nelle mani dei privati, è del tutto evidente che il pubblico non sarebbe affatto in grado di controllare il servizio, altro che strani escamotage, non succede nemmeno oggi per le quelle aziende al 100% pubbliche -ha affermato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Non solo si andrebbe contro la volontà dei cittadini, ma lo si farebbe pure senza alcuna gara, regalando ad alcuni privati importanti aziende comunali. Con la gestione nelle mani dei privati si finisce inoltre per privatizzare gli utili e socializzare gli oneri, perché nel caso di investimenti sbagliati, le conseguenze andrebbero a gravare solo sulle tasche dei cittadini, come è già accaduto con l'avventura di Acea nelle telefonia fissa. Il Sindaco Alemanno non può svendere il futuro dei suoi cittadini negando in particolare l'accesso all'acqua, patrimonio universale ed inalienabile.”

 

 

 


Autore: AGR: EB - Redazione

 

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