(AGR) "Il Pil a meno 0,7% non è da trascurare. E' un arretramento pesante che, per il blocco delle retribuzioni, l'aumento delle imposte e molte aziende in difficoltà, lascia prevedere un corso di lunga durata: oltre la fine dell'anno come dicono Confindustria e Ocse. Perciò, la cassa integrazione deve rimanere - in attesa di una riforma - e se il Governo vuole cose diverse deve convincere con proposte credibili senza affrettare decisioni per tranquillizzare il mondo finanziario mettendo in pericolo il destino di tanti lavoratori."
“Con i rincari dei beni di largo consumo arriva l’ennesima stangata ai bilanci già magri delle famiglie che si andrà ad aggiungere ai prelievi fiscali, alle mancate indicizzazioni di parte delle pensioni e al progressivo aumento dei carburanti che incide su larga parte dei prodotti, in particolare su quelli alimentari. Occorre che il Governo corra ai ripari con provvedimenti urgenti a salvaguardia delle retribuzioni, di tutti gli assegni pensionistici e della fascia più debole della popolazione, già in profonda povertà, se vuole mantenere in equilibrio la coesione sociale, fattore fondamentale per innescare il rilancio economico.”
La CISAL, infine, sostiene che non è facile elaborare una formula salvifica per il Paese ma che è giunto il momento per verificare la buona fede di ognuno nella consapevolezza che una vera crescita deve essere collettiva, condivisa e partecipata. |