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2011, anno nero per il commercio
Roscioli (Confcommercio):5.000 imprese hanno dovuto chiudere i battenti nell’ultimo anno
 
Sezione: Economia 16/12/2011
( AGR ) “Il 2011 è stato senza dubbio un anno difficile per la nostra economia e per la nostra politica. La sensibile contrazione dei consumi e il peso della crisi, con tutte le conseguenze che ne sono derivate in termini di restrizione del credito e rallentamento complessivo del mercato, hanno confermato le difficoltà di molte aziende di Roma e del Lazio, tanto che circa 5.000 imprese dei nostri tre comparti di riferimento hanno dovuto chiudere i battenti nell’ultimo anno”.

E’ quanto dichiara il presidente della Confcommercio di Roma, Giuseppe Roscioli.

“A Roma – spiega Roscioli - il terziario di mercato, che contribuisce per il 65% al Pil complessivo della città, ha dimostrato di saper reagire ai mutamenti di scenario e all’andamento congiunturale. Ma oggi sono necessari ulteriori provvedimenti per garantire la sua sopravvivenza. La manovra appena varata dal Governo Monti contiene delle misure senz’altro necessarie in un momento come questo ma allo stesso tempo molto rigide per le famiglie e i lavoratori, perché vanno ad incidere sulle pensioni, sui beni immobili e sul mercato del lavoro. Una dura prova anche per le imprese, che subiranno gli effetti negativi di un eccessivo aumento dell’Iva, che si tradurrà inevitabilmente in un’ ulteriore stretta ai consumi, già scesi nell’ultimo anno di circa l’8% e dai quali ci aspettiamo un altro calo dello 0,5% nel 2012; ma anche di una liberalizzazione che rischia di trasformarsi in una vera e propria deregulation”.

“Riteniamo che una corretta politica economica – continua Roscioli – non possa essere fatta di soli tagli ma anche di investimenti e crescita. Per questo siamo contrari a un aumento delle tasse locali e  chiediamo invece un piano a sostegno delle PMI che contempli tra le altre cose la semplificazione delle procedure per lo start up d’impresa; la possibilità di accesso al credito; la garanzia di tempi certi nei pagamenti; la possibilità di aggregazione tra imprese (distretti, reti, consorzi); una riduzione della pressione fiscale e nuove politiche di rilancio che valorizzino le specificità territoriali”.

“Inoltre è necessario intensificare – aggiunge il presidente della Confcommercio di Roma – il contrasto all’abusivismo commerciale che è tra le prime ragioni che hanno portato moltissime delle nostre attività, alcune anche storiche, alla chiusura. Basti pensare che circa il 20% delle imprese che hanno chiuso nel 2011 annovera tra i motivi la sleale concorrenza degli abusivi. Allo stesso tempo va salvaguardata l’occupazione di suolo pubblico: abolire, ridurre drasticamente o aumentare i costi  delle OSP come vorrebbero molte associazioni di residenti, ci appare una vera follia, sotto molti punti di vista. Sia in termini di economia delle imprese romane: infatti ogni 15 metri di occupazione di suolo pubblico, ossia ogni 7 tavoli circa, c’è un dipendente in più che lavora a Roma, sia per quanto riguarda il servizio e l’accoglienza che la nostra città offre ai suoi turisti”.

“Siamo convinti – conclude Roscioli – che il rilancio dell’Italia passa anche da una rinnovata attenzione alla centralità di Roma. Ecco perché va accelerata l’attuazione di Roma Capitale che sarà tanto più efficace quanto più in grado di risolvere le criticità ataviche di Roma. A questo proposito bisogna insistere sulle infrastrutture. Se Roma vuole concorrere alla realizzazione del sogno olimpico non sono più rinviabili i progetti sull’ampliamento dell’aeroporto Leonardo da Vinci, la realizzazione del II Polo turistico, del nuovo Centro Congressi all’Eur e la riqualificazione del litorale. Ma anche per quanto riguarda la mobilità guardiamo con fiducia al completamento della rete metropolitana e a tutti gli investimenti in opere pubbliche necessari ad una grande capitale come Roma”.

 

 

 


Autore: AGR: EB - Redazione

 

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