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Guerra alle ecomafie per rilanciare il Lazio
Legambiente: ecoreati nel Lazio preoccupano, sia per aggressione al territorio con cemento e rifiuti, sia per radicamento criminalità
 
Sezione: Ambiente e Territorio 28/10/2011
(AGR) Denuncia di Legambiente: "..... gli ecoreati nel Lazio preoccupano, sia per aggressione al territorio con cemento e rifiuti, sia per radicamento criminalità. Sostenere enorme lavoro forze ordine e procure, creare capitolo vincolato per bonifiche con fondi sequestrati agli ecomafiosi."  Sono state 11.274 , infatti,le  infrazioni in campo ambientale nel quadriennio 2007-2010, una media di 7,7 infrazioni al giorno, 9.274 le persone denunciate -più di un terzo delle denunce nel 2007-, 3.299 sequestri e 75 arresti. Sono questi i dati che scaturiscono dal confronto degli ultimi quattro anni del “Rapporto Ecomafia” realizzato da Legambiente grazie alla preziosa e fondamentale collaborazione delle Forze dell'Ordine e della Magistratura, presentato nell'ambito del convegno organizzato dal titolo “Sconfiggere le Ecomafie per rilanciare il Lazio” tenutosi presso la sede della Provincia di Frosinone alla presenza di numerose autorità della Regione Lazio. Dopo il 2009, anno in cui si è consumato il maggior numero di illeciti ambientali con ben 3.469 infrazioni di vario tipo, è stato il 2010 l'anno con il numero più alto di infrazioni, 3.124, ovvero 8,5 al giorno; segue il 2007 con 2.595 infrazioni e una media di 7,1 reati al giorno ed infine il 2008 con 2.086 illeciti, ovvero 5,7 al giorno. Numeri che ci consegnano il quadro di una regione stretta nella morsa delle piccole e grandi illegalità ambientali, diffuse trasversalmente nei settori più diversi, dal ciclo dei rifiuti a quello del cemento, dall'abusivismo edilizio agli incendi boschivi. Dagli scarichi industriali della Valle del Sacco alle cave di Viterbo, dai pacchi di eternit ritrovati lungo le sponde del Lago del Salto ai rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi di Lisciano, la nostra regione è aggredita in primo luogo dallo smaltimento illegale dei rifiuti, che conta 1.243 infrazioni accertate tra il 2007 e il 2010, con 1.372 denunce, 45 arresti e 658 sequestri. Ma è altrettanto fosco anche il quadro dei reati legati al ciclo del cemento: 2.664 infrazioni accertate tra il 2007 e il 2010, 4.334 le denunce, 1.382 sequestri e un arresto. È la provincia di Latina la più colpita dall’illegalità nel settore edilizio, aggravata anche dalla forte pressione esercitata dalla criminalità organizzata mafiosa. Particolarmente esposti i comuni all’interno del Parco nazionale del Circeo, dove si contano 1,2 milioni di metri cubi fuori legge, 2 abusi edilizi per ettaro. Inoltre, in Provincia di Frosinone, sono numerosi i casi di aree sequestrate per inquinamento: a Patrica, dove sono stati rilevati nel sottosuolo di fusti, materiale metallico e plastico, come a Ceprano nei pressi del fiume Cosa, oppure nella zona del Rio Santa Maria. La provincia di Latina è, invece, la più colpita dall’illegalità nel settore edilizio, dove sono particolarmente esposti i comuni all’interno del Parco nazionale del Circeo, Sabaudia e San Felice Circeo in primis, nei quali esistono ben un milione e duecentomila i metri cubi fuori legge. Colpiscono le infrazioni accertate nell'ultimo anno in provincia di Roma per reati che riguardano i rifiuti, che portano questo territorio al terzo posto della classifica delle province in Italia per questi fenomeni, ma Roma e la provincia, secondo la Direzione Nazionale Antimafia, interessano le organizzazioni di stampo mafioso soprattutto per le opportunità economiche, tramite ad esempio l'acquisizione di rilevanti attività commerciali e imprenditoriali, e una “violenza eccessiva ed incontrollata” come ha affermato il Procuratore Capo della Capitale. Rieti nell'ultimo anno arriva al 47° posto nella classifica delle illegalità ambientali con 216 illegalità, mentre Viterbo si piazza al 66° posto con 154 illeciti. Anche sul fronte dell'abusivismo si evidenzia nel Lazio un problema davvero serio: dal 2004 al 2009 sono stati perpetrati 41.588 abusi edilizi secondo dati della stessa Regione, con una media di 20 al giorno, il 22% di questi si concentra nei 23 comuni costieri della regione, in aree vincolate paesaggisticamente, dove un immobile vale sul mercato in media il 30% in più rispetto a edifici costruiti in aree di minor pregio ambientale. Arrivano però anche segnali fortemente positivi, raggiunti anche grazie all'impegno di Legambiente: ormai nel dicembre di quattro anni fa, veniva abbattuto l'ecomostro dell'Isola dei Ciurli, il più grande del Lazio, una grande vittoria per la legalità, per Legambiente e per tutti i cittadini della nostra Regione.

 


Autore: AGR: EB - Redazione

 

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