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Riportare Aurora e Federica a casa
La battaglia di papà Saverio per riavere le bambine è sostenuta dal Movimento Italia Garantista
 
Sezione: Cronaca 22/09/2011
(AGR) E’ un “padre coraggio” Saverio S., papà di Aurora e Federica, le gemelline di poco più di due anni che il Tribunale dei minori di Bari gli ha sottratto su segnalazione dei servizi sociali di Trinitapoli lo scorso anno. Papà Saverio, che prosegue dal 12 settembre in un sit-in ad oltranza davanti all’Organismo del capoluogo pugliese, ha potuto riabbracciare le sue piccoline soltanto lunedì 19 settembre. Dopo quattro mesi di lotte e di denunce tanto disperate quanto dignitose.

Aurora e Federica, inizialmente  timide e disorientate, hanno ben presto ritrovato il sorriso rifugiandosi tra le braccia protettive di Saverio. “Papà, papà” hanno cinguettato le piccine durante tutto l’incontro festose e sorridenti, finalmente serene. Straziante, purtroppo, il momento della separazione quando i giochi sono stati riposti e le sorelline portate vie.

A sostenerlo in questa battaglia per il pieno riconoscimento del suo diritto alla genitorialità e per la ricostruzione di un nucleo familiare che è stato tragicamente smembrato, l’on. Pier Paolo Zaccai, presidente del Movimento nazionale Italia garantista nonché consigliere indipendente della Provincia di Roma. “Il signor Saverio può, a ragion veduta, considerarsi vittima di una ingiustizia sociale”, dichiara l’on. Zaccai, presidente di un Movimento trasversale nato per tutelare i diritti di tutti, con sede a Roma e sostenitori in tutta Italia. “Siamo di fronte”, prosegue il presidente Zaccai, “ad un palese caso di violazione dei diritti civili e umani che vede colpite, in primo luogo, due minori costrette a vivere lontano dalla propria casa e dal proprio padre, in un ambiente non idoneo pur avendo il signor Sarcina un’abitazione idonea a poter ospitare le bambine, così come è documentato negli atti, ed una azienda agricola che gestisce autonomamente. Alla luce di tutto questo, porterò personalmente la vicenda al “Convegno nazionale sui minori sottratti”, da me organizzato, che si svolgerà nella Capitale, a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma”. 

Ma cosa ha indotto il Tribunale dei minori ad intervenire fino all’estrema conseguenza di sradicare due piccine dalla loro casa e dall’affetto del loro papà? La vicenda ha preso l’avvio quando i servizi sociali locali hanno presentato una nota in cui descrivevano  presunte “condizioni di pregiudizio per le minori, stante l’incapacità della madre di prendersi adeguatamente cura delle figlie a causa dello stato di disagio determinato dall’elevata conflittualità con il compagno”. Nella sostanza, nella relazione Saverio veniva accusato di aver segregato la compagna che il 4 agosto del 2010 era stata ricoverata qualche giorno per aver ingerito delle gocce in quanto si trovava in uno stato depressivo-ossessivo, come lei stessa ha dichiarato durante il ricovero nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Barletta. Il signor Sarcina ha sempre negato: “Non è così: ho sempre trattato benissimo la mia famiglia”. Questo accadeva oltre un anno fa. Subito dopo ecco la “discesa in campo” dello zelante Tribunale dei minori di Bari. Prima mossa? Affidare le piccole, che all’epoca avevano soltanto sedici mesi, ai nonni materni. Nonostante a papà Saverio non sia mai stato disconosciuto il diritto ad esercitare la patria potestà e non vi sia mai stata una denuncia penale nei suoi confronti per i fatti lamentati dalla signora Lucia Caggia, tuttavia gli è stato impedito, fatto gravissimo, di vedere, parlare e incontrare le sue figlie. Un abuso. Sballottate da una casa famiglia all’altra, non è stato assolutamente favorito il loro rientro in famiglia bensì hanno subito lo shock ed il trauma della separazione. “Adesso sono alloggiate in spazi angusti e non idonei, tra gli scarafaggi e la sporcizia, in pessime condizioni igieniche, nella residenza di San Pancrazio Salentino, in provincia di Brindisi, ad oltre 250 chilometri da Bari”, denuncia Saverio che ha testimoniato il degrado della struttura con delle foto.All’incontro di lunedì 19, avvenuto alla presenza del consulente tecnico, degli operatori sociali della casa famiglia, dei legali di Saverio, avvocati Marco Menna e Laura Ciavarella del Foro di Bari, del legale della madre, Lucia Caggia, e della polizia, Saverio si è dichiarato “E’ stata una emozione unica sentirmi di nuovo chiamare papà”, ha spiegato il signor Sarcina, che ha voluto rassicurare dolcemente le piccole:  “Papà è presente. E’ stato sempre presente e non vi lascerà qui”.

Un pensiero gli ha però attraversato la mente. E quel pensiero è stato uno solo: portare Aurora e Federica via di lì per liberarle definitivamente da quell'incubo e da quell’inferno.

Le bambine hanno abbassato la testolina cominciando a piangere e con l’espressione del volto hanno implorato il padre a non lasciarle andare e ad andare via con lui.

 

Autore: AGR: EB - Redazione

 

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