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Roma: Arresti camorra
Preoccupa infiltrazione in affari “puliti” nella capitale nei settori cemento e rifiuti
 
Sezione: Cronaca 01/07/2011

(AGR) “Sono molto preoccupanti le infiltrazioni in affari “puliti” nella Capitale nei settori dell'edilizia e della gestione dei rifiuti che emergono dopo gli arresti di camorra di queste ore, vanno approfonditi tutti i dettagli per fermare gli interessi della criminalità organizzata da Roma e dal Lazio - afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. - Rinnovando i complimenti al lavoro delle forze dell'ordine, e del NOE in particolare, e alla magistratura, chiediamo con forza alle istituzioni di sostenere questa attività. Come evidenziato dal recente Rapporto Ecomafie 2011 di Legambiente, nel Lazio crescono i reati legati allo smaltimento illecito dei rifiuti e sono saldamente elevati quelli per il cemento illegale, una triste conferma di una illegalità troppo diffusa e di una pericolosa ascesa della criminalità organizzata. Da un lato, servono norme più severe che vanno introdotte recependo fino in fondo nel codice penale le norme europee, per potenziare gli strumenti a disposizione delle Procure. Dall'altro, serve più attenzione dalle istituzioni, prima su tutte la Regione Lazio, che proprio su cemento e rifiuti deve dare un forte impulso alle Amministrazioni locali con il nuovo piano rifiuti, puntando su riduzione, riuso e raccolta differenziata, settori a basso livello di illegalità e infiltrazione, facilitando sul fronte del cemento abusivo il riavvio delle ruspe per gli abbattimenti.” I numeri del Rapporto Ecomafie 2011 evidenziano un andamento davvero preoccupante nel Lazio per i reati legati al ciclo dei rifiuti e al cemento illegale. Il Lazio quest'anno scala una posizione e passa da sesta a quinta regione in Italia per ecomafie nei rifiuti (dopo le quattro regioni storicamente caratterizzate da infiltrazioni mafiose), con un incremento del 30% dei reati accertati che arrivano ad essere 376, pari al 6,3% del totale nazionale, con 341 persone denunciate, 169 sequestri e nessun arresto. Stabilmente elevati i numeri nel ciclo del cemento: i 721 i reati accertati (il 10,4% del totale nazionale) confermano il Lazio in terza posizione, dopo Calabria e Campania, con 913 persone denunciate, 269 sequestri effettuati e un arresto. Nel complesso sono 8,5 illegalità al giorno, 3.124 infrazioni registrate nel 2010, il 10,1% del totale nazionale, secondo la fotografia che emerge dal Rapporto Ecomafie 2011 di Legambiente.


Autore: AGR: EG

 

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