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Referendum del 12 e 13 Giugno 2011, teniamo sempre alto il livello di guardia
con un referendum abrogativo del 1993 oltre il 90% degli elettori votanti (77%) aveva deciso di abrogare il finanziamento pubblico dei partiti
 
Sezione: Politica 14/06/2011
soldi ai partiti

(AGR) Cerchiamo di non avere la memoria corta , con un referendum abrogativo del 1993 sostenuto dai Radicali, oltre il 90% degli elettori votanti (77%) aveva deciso di abrogare il finanziamento pubblico dei partiti.  

Ma così non è stato, nel 1996, tre anni dopo la consultazione referendaria, si è subdolamente reintrodotto un meccanismo di finanziamento pubblico.  

A rimpinguare le casse ormai allo stremo dei partiti ci pensò nel 1999 una nuova legge, che introduceva il rimborso elettorale, voluta e varata dal primo governo dell’Ulivo, appena in tempo per le elezioni europee del 13 giugno e per le regionali dell’anno successivo. La norma abbassava dal 4% all’1% la soglia minima di voti per partecipare al “banchetto” delle risorse pubbliche.
Vinte le elezioni nel 2001, è stato poi il governo di centrodestra a preoccuparsi di aumentare il rimborso elettorale, innalzandolo a 1 euro per elettore per ogni anno di durata della legislatura. E a stabilire che le somme fossero corrisposte in unica soluzione, anziché frazionate di anno in anno. Cioè: se fino ad allora era previsto un finanziamento di 4 mila lire per ogni elettore, da dividere in proporzione ai consensi ottenuti dai partiti che avessero almeno un parlamentare eletto, la nuova legge stabilisce che il contributo ammonti a un euro per ciascun elettore ma il fondo totale viene ripartito non una volta sola a legislatura, ma per ogni anno dei cinque cui la legislatura è composta (quindi, in una legislatura, è prevista una cifra di 5 euro a elettore). Inutile dire che passò a larghissima maggioranza nei due rami del Parlamento.
Tirando le somme, le forze politiche hanno intascato 125 milioni di euro nel 2002 e nel 2003 mentre negli ultimi tre anni della legislatura, dal 2004 al 2006, la cifra è salita a 153 milioni.
E a quanto ammonta il gruzzolo per le elezioni dell’aprile 2006? La prima tranche del rimborso è già stata deliberata dai presidenti delle Camere ed è una cifra strabiliante: 487.273.610 euro. Per ottenerla basta moltiplicare 1 euro per tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali della Camera e del Senato (cioè 97.454.722 di euro annui), che vanno poi moltiplicati per i 5 anni di attività parlamentare
, alla faccia dei co.co.co e dei lavoratori a progetto. 

Finanziamento Pubblico –  “rimborsi” perché in realtà questo è puro e semplice (ampio, amplissimo) finanziamento pubblico ai partiti dato che, come attesta la Corte dei conti, per le politiche del 2006 i partiti hanno speso un quarto di quello che è stato rimborsato loro: 117,3 milioni contro 498,5 milioni. I partiti quindi si trovano le casse piene di denaro generosamente versato loro dallo Stato. Ricordatevelo la prossima volta che, per esempio, sentirete parlare di loft o vedrete le città innondate di cartelloni immensi con faccioni di politici; è tutto denaro nostro con il quale i partiti e i politici fanno gli splendidi. Splendidi con i soldi altrui. Denaro che è alla portata anche dei partiti più minuscoli. Infatti, altra porcata parassitaria, non è necessario avere eletti in parlamento per spartirsi il denaro: basta superare l’1%, mentre per i sindacati per avere la rappresentatività sul tavolo negoziale occorre avere il 5%.  

rami del parlamento

Autore: AGR: EG

 

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