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Flop del referendum sulle trivelle
Solo il 31,2% degli aventi diritto è andato a votare
 
Sezione: Politica 18/04/2016
Analizziamo insieme le motivazioni di questo flop elettorale. Ieri si votava per il rinnovo delle concessioni delle piattaforme marine per l'estrazione di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa. Quante persone sapevano realmente cosa si votava? Poche, poiché la campagna per il si o per il no, parlava di trivelle, non di rinnovo delle concessioni già esistenti, una semplificazione molto banale che ha destato sospetti alla popolazione. La seconda motivazione per cui questo referendum non è andato a buon fine, è che la campagna elettorale si è svolta per lo più sui social network che per le piazze, escludendo dal confronto tutti coloro che non ne fanno parte, a differenza del referendum sull'acqua del 2011, dove i vari schieramenti politici si sono confrontati con la gente fra le strade, coinvolgendo di più le persone, invitandole ad andare alle urne. Durante questa campagna elettorale, l'elettore si è trovato sommerso da numeroso materiale per votare "Sì ", molto materiale, è vero, ma non sempre il troppo è una buona soluzione per accattivare gli elettori, che si sono trovati ad essere confusi, mentre per il "No" il materiale per assecondare questa scelta, non era molto ma chiaro ed esaustivo. Le ultime motivazioni che hanno spinto l'elettore a non andare a votare, è che ad un certo punto la campagna elettorale per il referendum si è trasformata in una battaglia, su Renzi destra e sinistra si sono unite per convincere gli elettori a votare "Sì", un evento che ha destato sospetti, per cui l'elettore ha deciso di tirarsi fuori dalla battaglia politica. Infine scegliere di andare a votare in un giorno solo, e non far votare gli elettori sia per il referendum che per le amministrative che si terranno il prossimo 5 giugno, ha fatto in modo che non si raggiungesse il quorum. Giulia Giuffrida

Autore: AGR: GG - Redazione

 

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