(AGR) "Con Marchini sindaco - spiega Luciano Ciocchetti - il patto è quello di costruire una piattaforma politico programmatica nella quale possano riconoscersi tutti gli elettori alternativi al Pd e al Movimento 5 Stelle e che hanno un profilo più moderato. Oggi, di fronte a noi, c’è uno spazio enorme di circa 1 milione di romani che insieme a Marchini dobbiamo convincere del nostro amore per Roma.
Chi da Arcore non ha voluto costruire una coalizione più ampia attraverso le primarie si deve assumere la responsabilità di aver scelto e imposto agli elettori un ottimo capo della Protezione Civile (con poteri assoluti) ma anche colui che fu il più stretto collaboratore del sindaco Rutelli come sub- commissario per il Giubileo e che, come lui stesso afferma, ha votato Rutelli in ogni candidatura da sindaco e da presidente del Consiglio.....
Quindi tecnico sì, ma di sinistra. Oggi Rutelli è il maggior sponsor a Roma di Giachetti, che all’epoca era il capo della segreteria del sindaco Rutelli. Come può funzionare tutto ciò? Da destra della coalizione (degli ultimi giorni di Pompei) si è accusato Marchini di essere comunista. Forse si sbagliano volutamente con il nonno e lo zio. Alfio Marchini non è mai stato “comunista” né ha mai aderito al Pd. Per due anni e mezzo da consigliere comunale ha fatto una feroce opposizione al sindaco Marino e al Pd.
Il centrodestra romano aveva una grande opportunità: unire i partiti e i movimenti con la Lista Civica di Marchini. Avremmo sicuramente vinto le elezioni e avremmo potuto governare Roma con cultura di governo e amore. Non hanno voluto. - conclude Ciocchetti - Ma si può e si deve vincere ancora. Andiamo avanti con Marchini che ha una grande opportunità: quella di parlare ai romani delusi e scontenti dal partitismo antidemocratico di questi ultimi anni. E se conquista questi cuori può davvero vincere e cambiare radicalmente Roma. Offrendo speranza, cura, amore, lealtà, legalità e rispetto." |