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Caccia, no alla preapertura di settembre
Le associazioni ambientaliste, la Lipu ed il WWF contrarie all'apertura anticipata prevista nel periodo della migrazione
 
Sezione: Cronaca 20/08/2015
(AGR) La  preapertura concessa dalla Regione Lazio nei giorni 2 e 6 settembre prossimi comporterà gravi rischi per la natura, difatti in quel periodo sono ancora numerose le specie di uccelli che stanno completando la delicatissima fase della riproduzione con molti giovani appena involati ancora dipendenti dalle cure dei genitori. - E' quanto afferma Alesandro Polinori della Lipu -  E' fin troppo chiaro che l'esercizio venatorio in quel periodo non potrà che arrecare notevoli danni rispetto al naturale compimento del ciclo vitale degli animali selvatici. Come se non bastasse  il calendario  venatorio per la stagione 2015/16 emanato dalla Regione Lazio, prevede la caccia nei confronti di ben 13 specie che secondo i dati scientifici ufficiali sono considerate con status di conservazione sfavorevole e che quindi andrebbero tutelate anziché fatte oggetto di caccia. Su questo punto l'articolo 1 della legge 157/92, che dispone le norme per la protezione della fauna selvatica e disciplina l'attività venatoria, è chiarissimo: "Lo Stato, le regioni e le province autonome, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, adottano le misure necessarie per mantenere o adeguare le popolazioni di tutte le specie di uccelli" e ancora: "L'esercizio dell'attività venatoria è consentito purché non contrasti con l'esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole.

Anche sui tempi della stagione venatoria  la Regione Lazio  fa ulteriori concessioni al mondo venatorio: sono ben 18 le specie che verranno cacciate durante la migrazione prenuziale, cioè in quella delicata fase durante la quale gli uccelli si spostano dai quartieri di svernamento verso le zone di riproduzione".

"Tutto questo - prosegue Polinori nella sua denuncia -  nonostante il continuo richiamo della Commissione europea, che lo scorso autunno attraverso  la Procedura Pilot  (EU PILOT 6955/14/ENVI), ha evidenziato diverse criticità rispetto alla gestione della caccia  in Italia , tra le quali proprio l'esercizio venatorio  nei confronti delle specie in cattivo stato di conservazione e durante la migrazione prenuziale. Sulla necessità di adeguare i tempi di caccia si è già peraltro espresso con chiarezza anche l'ISPRA, l'autorità scientifica nazionale, che nella sua "Guida" alla stesura dei calendari venatori alla luce dell'articolo 42 della legge Comunitaria  2009, ha  appunto evidenziato la necessità di  operare una restrizione rispetto alle date di apertura e chiusura della caccia.

Siamo in sostanza di fronte a un atto molto grave che tende a soddisfare in via prioritaria le richieste delle associazioni venatorie anteponendole alle esigenze generali, quindi di tutti i cittadini, di tutela  e conservazione della fauna e che costituisce anche un danno oggettivo a quel patrimonio indisponibile della collettività rappresentato dagli animali selvatici. Facciamo appello al Presidente Zingaretti affinché ritiri subito l'atto con cui viene concessa  la preapertura. Chiediamo  inoltre che venga modificato  il calendario venatorio secondo le richieste provenienti dalla Commissione europea al fine di evitare che  la Regione Lazio  sia coinvolta in una futura Procedura di infrazione le cui conseguenze cadranno su tutti i cittadini, che  saranno costretti a pagare di tasca proprio le relative sanzioni pecuniarie".

 


Autore: AGR: EB - Redazione

 

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