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La Federbalnearii fa sul serio. Stamani al Polo natatorio è stato presentato unm piano sottoscritto da 35 balneari per il restyling del lungomare
 
Sezione: Cronaca 28/07/2015
(AGR) Sono ormai quasi vent’anni che emerge l’esigenza di un progetto strategico per il mare e la necessità di una reale  prospettiva  per  il turismo, purtroppo ancora  assente sul “mare”,  di quella che è considerata una delle Capitali più belle e importanti nel mondo; il mare infatti è un’ asset strategico  e di fondamentale importanza, che  ha potenzialità per dare nuovo slancio all’economia turistica di Roma.

Quante idee, quanti progetti sono passati da questa parte della città, di cui pochi, forse nessuno di questi ha trovato vero compimento, dal progetto delle Isole Artificiali di Portoghesi, il piano di ristrutturazione degli impianti balneari  con le Giunte Rutelli e Veltroni e le successive richieste di ammodernamento della città, poi il II Polo Turistico ed i  progetti dell’Eur, come la Nuvola di Fuksas, ed ora lo Stadio della Roma a Tor di Valle, esempio che se vi è volontà politica,  forse si possono realizzare progetti privati con funzioni di pubblica utilità.

Ma il tempo ha solo evidenziato la mancanza di un progetto strategico per questo quadrante della Capitale, allontanando sempre più quella visione storica che prevedeva  lo sviluppo urbano di Roma verso il mare, la famosa “coda della cometa”. Ora non si può più attendere, altrimenti il rischio è restare bloccati  in un “cul de sac”.

Il sistema di offerta balneare dovrà necessariamente affrontare nuove trasformazioni. La crisi del settore, che ha portato negli ultimi tre anni ad un calo di fatturato del 30% non è solo attribuibile alla congiuntura economica, nè alla Direttiva Bolkestein, che ha paralizzando ogni iniziativa di investimento, bloccando sul nascere progetti di sviluppo turistico balneare.

Il nostro sistema balneare è ancora troppo rivolto alle famiglie ed ai romani , oggi non siamo ancora pronti all’accoglienza internazionale, il mare è “mare nostrum”, uno spazio esclusivo per i romani che costituisce un turismo di prossimità, per questo servono gli alberghi, il cuore dell’industria dell’ospitalità, e serve aprire il mare, ma con una precisa visione strategica.

Se si volesse elevare la permanenza media sulla città di Roma, che non supera i due gironi e mezzo,  andrebbe ampliata l’offerta, il binomio “città d’arte- mare”, è ancora lontano dall’essere organizzato: necessita di maggiori raccordi tra l’offerta balneare e  la filiera del turismo,  entrando in sinergia con la proposta culturale ed archeologica. Con un piano di ammodernamento e poi di marketing territoriale che promuova un sistema integrato, unendo gli scavi di Ostia Antica, forse la più compiuta attrazione archeologica della città dopo il Colosseo ed i Fori, il Mare di Roma potrebbe rappresentare una meta internazionale, non solo il mare dei romani, e la città assumere il ruolo di  Capitale del MediterraneoPer questo Federbalneari Italia sta lavorando da tre anni su un progetto ventennale  di investimenti credendo, con questa filosofia di poter trasformare il sistema balneare e  creare i presupposti per la creazione di un nuovo modello per Roma e il suo Mare,  nuovo progetto che si presenta oggi punta ad un investimento privato  in cui il piano di  riconversione  degli impianti è in funzione  dell’ ammodernamento del Litorale: 35 domande di progetti  sono state già presentate,  per un valore stimato di 30 milioni di euro, di cui il 20% destinato ad opere di pubblica utilità. Con questi presupposti il Lungomuro deve cadere, non ha più alibi. L’obiettivo, dunque è di avvicinare  la Capitale al suo mare, attraverso risorse private, Federbalneari può contare sulla partnership della  Banca Popolare del Lazio,  che ha già sottoscritto il progetto.

I presupposti normativi ci sono, la Legge Comunitaria e 296/2006 e la 494/93 trovano riscontro nel Codice della Navigazione, confermando il principio che tutte le concessioni demaniali esistenti in Italia sono state già rilasciate mediante procedure competitive di selezione, visto il contenuto dell’art. 18 del reg. nav. mar. che è norma tutt’ora valida ed efficace nel quadro legislativo nazionale. Un segnale che arriva al Governo Italiano che sta redigendo il nuovo Ddl Spiagge: Questa è la soluzione per superare la Bolkestein e sbloccare il settore dalla crisi”.  Il Premier Renzi riceverà la nostra comunicazione in serata. Non solo a Roma le procedure per le riconversioni stanno partendo anche in Salento, Campania, Friuli  Venezia Giulia  e Abruzzo.

 

 

 


Autore: AGR: EB - Redazione

 

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