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Caos Roma-Lido, il Cdq scrive al Prefetto
Secondo i residenti ed i pendolari l'attuale situazione della ferrovia dipenda da scelta sbagliate e scellerate compiute dallo'Atac
 
Sezione: Cronaca 21/07/2015
(AGR) Roma-Lido, il Comitato di quartiere Acilia 2000 scrive al prefetto e denuncia la situazione della ferrovia che unisce Roma al suo litorale e che “serve” quotidianamente migliaia di pendolari per raggiungere il posto di lavoro.

“Facciamo seguito alla nostra nota del 14 luglio scorso in quanto riteniamo assolutamente necessario portare alla Sua conoscenza fatti ed elementi utili per consentirLe un completo esame ed una serena valutazione delle ragioni che hanno portato al gravissimo degrado del Servizio pubblico di trasporto svolto da ATAC Spa sulla Ferrovia Roma Lido. La situazione attuale, come noto, continua ad essere assai precaria su tutti i trasporti Romani ma, per la Roma Lido, continua ad essere drammatica con punte di soppressioni del 50%-60%. Una situazione mai accaduta a memoria d’uomo.

Le notizie diffuse dal Comune e da ATAC, incentrano le responsabilità sul personale ATAC, autore di uno “Sciopero bianco”, o addirittura colpevole in alcuni casi di comportamenti illegittimi. Senza entrare nel merito di questioni alle quali siamo estranei, rileviamo, tuttavia, che queste notizie non sembrano dare una risposta ad una semplice domanda che molti abitanti del litorale si pongono e ci pongono. La domanda è questa: Perché su Metro A, Metro B, Treno Roma Viterbo le soppressioni sono il 10/15% delle corse, mentre sulla Roma Lido le soppressioni sono il 50%-60%? Che cosa ha di particolare la Roma Lido rispetto alle altre?

Visto che nessuno lo spiega, proviamo a spiegarlo noi, e forse emergerà che alcuni fatti sono stati stranamente dimenticati. Ma noi, che abbiamo memoria, li ricorderemo tutti.

Si parte dal 2005. La Società METRO (ora ATAC) il 5 gennaio 2005 annunciò trionfalmente  che il 2004 era stato un anno record per la Roma Lido con oltre 32,6 milioni di passeggeri (+12% rispetto al 2003). Una frequentazione 7 giorni su 7, 12 mesi su 12. Addirittura in estate con punte di 103 mila passeggeri al giorno (domenica scorsa 19/7/2015, circolavano treni con la miserevole frequenza di un treno ogni 30/40 minuti). La Roma Lido è la quinta linea locale d’Italia e la prima del Lazio.

Per rispondere a questa enorme domanda di trasporto, nel 2005 venne bandita una gara per l’acquisto di 10 nuovi treni per la Roma Lido in sostituzione dei vecchi treni MR100. Ma, improvvisamente, succede una cosa stranissima…. La Regione Lazio, a fine 2005  annulla la gara già avviata e decide di destinare in altro modo i 110 milioni stanziati per l’acquisto dei nuovi treni dedicati alla Roma Lido. Al posto dei nuovi treni viene lanciata l’operazione “REVAMPING – FRECCE DEL MARE” . Cioè, un piano di ristrutturazione di 19 treni MA100 (risalenti al 1975/1978) pensionati dalla linea A dopo avere percorso molti milioni di chilometri sotto terra. Ci fu, quindi, una precisa scelta politica e tecnica, le cui conseguenze (possiamo dirlo) le stiamo pagando ancora oggi. L’operazione  “Revamping” (a detta loro, completa ristrutturazione, modernizzazione e condizionamento dei vecchi e caldissimi treni arancioni della Metro A) fu incensata sui media come un’operazione di grande economia e massima funzionalità. Si evidenziò che, al posto dei 110 milioni per i 10 treni nuovi, con soli 12 milioni si sarebbe ottenuto un analogo risultato e, per l’occasione, si scomodò anche il Designer Giorgetto Giugiaro. L’allora Sindaco Veltroni, in linea con la Sua politica di sobrietà, enfatizzo gli effetti benefici dell’operazione. E così, sobriamente e serenamente, 400 mila abitanti del litorale videro sfumare il sogno di avere una linea ferroviaria efficiente , senza i soliti materiali malandati e riciclati.

Questo Comitato di Quartiere manifestò subito delle perplessità, che nascevano da semplice buon senso e dall’esame di qualche numero. Le MA 100 erano convogli anni 70, tecnologicamente completamente superati.. Nessun tecnico ferroviario, da noi interpellato, ebbe il coraggio di affermare che un treno di quella età avrebbe potuto trasformarsi in un treno tecnologicamente anche lontanamente paragonabile a quelli attuali. In più:

1)      Si trattava di treni  progettati per una metropolitana sotterranea e non per una ferrovia suburbana;

2)      Gli MA100 avevano la metà dei posti a sedere rispetto ai vecchi MR100 allora in servizio sulla Roma Lido;

3)      Gli MA100 erano più stretti (sagoma Metro e non Sagoma Lido) e ben 11 metri più corti degli MR100;

4)      Gli MA100 avevano la cassa 10 cm. più bassa dei marciapiedi delle stazioni della Roma Lido (Quindi i passeggeri rischiavano di inciampare ogni volta che scendevano dal treno).

5)      Nessuno aveva mai tentato di climatizzare un MA100 (e, infatti, nessuno  ci è mai riuscito!);

6)      Si tentò di alzare le casse con dei cuscinetti, ma l’operazione non riuscì (omettiamo i particolari)

 

Insomma,  invece di studiare un treno adatto alle esigenze ed al modulo delle Stazioni  della Roma Lido, (prima linea locale del Lazio, con 32,6 milioni di passeggeri) si scaricarono e riverniciarono vecchi attrezzi che avevano percorso milioni di chilometri in 20 anni di attività. La nostra voce fu completamente silenziata. Nessuno pubblicò i nostri comunicati dettati da semplice buon senso. E dove siano finiti quei 100 milioni risparmiati, nessuno lo sa. Gli eventi successivi, purtroppo, ci hanno dato ragione, anche  oltre la nostra immaginazione. Infatti, il progetto “Frecce” andò avanti con molta lentezza. Tra il 2005 ed il 2010 entrarono in servizio una decina di Frecce. NESSUNA CLIMATIZZATA. Molti furono i difetti ed i guasti, tanto è vero che i pendolari  le avevano ribattezzate “FECCE del mare”. Le Frecce  furono tristemente e silenziosamente ritirate dal servizio nel 2010/2011 per “Criticità strutturali”.

L’operazione di sobrio risparmio fallì miseramente,  con spreco di denaro pubblico (sembra, diversi  milioni) . Ma quel che è peggio, la Roma Lido si ritrovò senza treni , perché c’erano solo a disposizione i vecchissimi treni MR100 che erano avviati alla demolizione.. il servizio andò in pezzi. Corse saltate, treni guasti. Gente per strada.. Ingorghi mostruosi su Via del Mare e Cristoforo Colombo. Un  autentico…delirio!

A questo punto L’ATAC  pensò di risolvere il problema usando un’antica ricetta: prendere vecchi treni della Metro che aveva in deposito e sbatterli sulla Roma Lido.

E cosi è partita l’operazione MA200. Gli MA200 sono convogli assai poco fortunati (prodotti solo 20 treni). Pur non essendo vecchissimi (risalgono al Giubileo del 2000)  furono usati poco sulle linee metro A e B perché  hanno sempre avuto diversi problemi (sembra in particolare a porte e freni). Il passaggio sulla Roma Lido non ha certo giovato agli MA 200, perché  i guasti a ripetizione sono diventati la sua caratteristica. Spesso circolano convogli con 4/5 porte guaste a fiancata. Spesso capita ai passeggeri di vedere il macchinista che, uscito dalla cabina di guida, prende a calci una porta difettosa. La difettosità di questi materiali non è una invenzione dei poveri utenti, ma è stata ammessa anche dall’ATAC stessa nel corso della Commissione Comunale Mobilità (presente la Presidente e n.4 Consiglieri) tenutasi nell’aprile scorso. Infatti i dirigenti ATAC hanno comunicato di avere in programma incontri con l’Ansaldo Breda per analizzare “le criticità” di quei convogli.

Però, nonostante questo, l’ATAC sta investendo soldi proprio su questi treni pieni di “criticità”. Sta addirittura tentando di montare il condizionamento, nonostante le continue dimostrazioni di scarsa affidabilità. Per di più, l’ATAC ed il Comune non hanno neppure mantenuto le promesse  di consegnare 6 treni climatizzati per il primo luglio. Evidentemente non sono stati in grado di farlo.

Anche in questo caso, sono state fatte precise scelte politiche e tecniche. Sulla Metro B si comprano decine di nuovi treni. Sulla Roma Lido si riciclano vecchi attrezzi.

Ed ecco perché il servizio è letteralmente tracollato…. solo e soltanto sulla Roma Lido, con grandissimi danni per i pendolari, per la stagione turistica, per l’immagine della città e per la lesione del diritto alla mobilità di tutti i cittadini di Ostia e dell’entroterra.

La mancanza di materiali idonei non è una fatalità né un imprevisto. Domandiamo: anche questi fatti sono da addebitare al personale? Noi riteniamo che siano stati commessi gravi errori politici e tecnici, ma chiediamo che, a questo punto, si smetta di perseverare negli errori.

Il progetto MA200, secondo la tabella dei guasti (e secondo noi) non è adeguato alle esigenze della Roma Lido e non è affidabile.

Alla Roma Lido, prima linea locale del Lazio, DEVONO ESSERE RESTITUITI QUEI 10 TRENI NUOVI, specificamente progettati per questa linea,  CHE DOVEVANO ESSERE ACQUISTATI NEL 2005 E CHE SONO STATI INDEBITAMENTE SOTTRATTI.

Basta con il riciclaggio di treni vecchi , inadeguati e difettosi..

E concludiamo ribadendo che, senza entrare nelle dispute di natura sindacale,  riteniamo estremamente pericoloso, per l’incolumità delle persone e dei dipendenti ATAC, imputare al personale della Roma Lido tutte le deficienze del servizio, soprattutto alla luce dei fatti che abbiamo appena ricordato.

Nel ringraziarLa per la Sua attenzione, questo CDQ assicura la massima disponibilità a fornire ogni chiarimento che si ritenga utile”.

 

 

 

 

 


Autore: AGR: EB - Redazione

 

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