(AGR) E’ iniziato questa settimana il progetto della Sama Sporting “H2O: acqua ed handicap”, che si prefigge come obiettivo quello dell’integrazione tra ragazzi normodotati e disabili attraverso lo sport.
Questa iniziativa, che nasce come sperimentale, si svolgerà per circa 20 settimane nella piscina di via dei Dumas al Quartaccio, e vedrà 24 ragazzi con disabilità cognitive confrontarsi all’interno di un ambiente come quello della piscina “dove tutti possono muoversi nello stesso modo”, come sottolinea Ileana Argentin, deputato del PD, tra le prime a promuovere il progetto.
L’idea di fondo è la realizzazione di un percorso di inclusione sociale per soggetti con disabilità residenti nel XIV° municipio. “L’obiettivo è faticoso e ambizioso – dice il Dott. Simone Bonolo responsabile del progetto – vogliamo creare un corso di nuoto integrato con soggetti normodotati. Troppo spesso assisto all’emarginazione dei disabili raccolti in piccoli gruppi con sindromi che li accomunano, e questo a mio giudizio crea una barriera. In questo caso - continua Bonolo - proviamo tramite l’attività sportiva ad unire due realtà, con il duplice arricchimento per tutti i soggetti che partecipano al progetto. Da una parte quindi ci sarà il ragazzo normodotato che si arricchirà dell’esperienza interagendo con il disabile e così il disabile cercherà nuovi punti di contatto, non sentendosi così diverso”.
Il corso della durata di venti settimane, è partito il 9 marzo ed andrà avanti fino al 31 luglio, vedrà l’impiego di un insegnante ogni quattro allievi. Tutti i tecnici provengono dal corso di Scienze Motorie dell’Università del Foro Italico.
Inoltre alle lezioni sarà presente il Dott. Pietro Marchesi, psicologo del San Filippo Neri nell’ambulatorio di Sclerosi Laterale Amiotrofica, che supporterà gli operatori per tutto il progetto. Lo strumento dello psicologo è essenziale secondo: “L’uso di una figura professionale come questa durante le settimane è necessaria, e sarà l’interfaccia con le famiglie dei ragazzi nel progetto, per spiegare, capire e supportare le dinamiche psicologiche all’interno di tutto il percorso”.
Ad evidenziare gli obiettivi e l’importanza dell’iniziativa anche le parole della stessa Ileana Argentin: “Noi siamo chiamati a trovare forme assistenzialistiche con contesti differenti e studiati. I disabili non devono vivere in un mondo “speciale” alternativo, soprattutto i ragazzi. Lo sport nell’acqua intende inclusione in uno spazio reale. I ragazzi con deficit, hanno dei limiti ovvi, ma nella nostra voglia di cambiare ci deve essere alla base la condivisione. Spero che questa esperienza segni un rinnovamento sul concetto di assistenza, che non può essere solo quella di accompagnare un ragazzo a fare una passeggiata nel parco per poi riportarlo a casa, ma quando è possibile bisogna farlo partecipare”.
La scelta di una struttura periferica è un ulteriore segnale per codificare un bisogno collettivo, continua il deputato: “Le periferie vano inquadrate all’interno di un sistema che tende al miglioramento della qualità della vita sociale e di relazione di tutti i cittadini. Quindi è evidente come con questa operazione si cerchi di intervenire nel rimuovere gli ostacoli fisici e psicologici nell’interazione tra persone diverse”.In conclusione Bonolo aggiunge: “Considerati i rapporti esistenti tra l'elemento acqua e l'uomo, è evidente come l'elemento acqua influisca in chiave psicologica e fisiologica sull'individuo. Questi benefici influssi risultano amplificati nel contesto dell'handicap e sono ormai consolidate, varie e numerose le esperienze di lavoro in cui l'acqua è risultata elemento cardine all'interno di un progetto riabilitativo volto alla promozione della persona in condizione di handicap nella sua piena globalità bio-psico-sociale”.
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