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Regione, Piano casa nel Lazio: deroga fino al 2017
Legambiente: due anni a rischio cemento. Ostia: trasformazini possibili anche nell'area a rischio idrogelologico
 
Sezione: Cronaca 03/11/2014
(AGR) Legambiente Lazio, pur apprezzando le significative modifiche effettuate al devastante testo della Giunta Polverini, vede negativamente la proroga effettuata sul Piano Casa esteso ora fino al 31 gennaio 2017."Vediamo luci e ombre sul piano casa approvato oggi dalla Regione - ha dichiarato Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio - da una parte si rischia di prendere direzioni che vorremmo scongiurare, con la moltiplicazione del consumo di suolo e una proroga di due anni che porta la scadenza dal prossimo gennaio al 2017,  dall'altra è buono il miglioramento complessivo rispetto al piano polverini, la proroga delle norma di salvaguardia per i Parchi fino ad approvazione dei Piani d’Assetto e la norma sugli interventi di sostenibilità energetica.

Si approvi adesso la legge sulla rigenerazione urbana che sarebbe freno al consumo di suolo, va fatto velocemente prima dei due anni di proroga del piano casa e si approvi velocemente il nuovo Piano Territoriale Paesistico Regionale. C'è infatti bisogno di avviarci verso una regione delle regole e non più delle deroghe urbanistiche, con partecipazione dei cittadini a questi nuovi processi legislativi".Dalle analisi degli emendamenti proposti dalla Giunta gli attivisti di Legambiente non hanno trovato novità positive su alcuni punti che avevano individuato: la durata eccessiva del Piano Casa, la possibilità di applicarlo su immobili ricadenti in aree a rischio idro-geologico, la possibilità di permettere cambi di destinazione d'uso a residenziale a zone con attuale destinazione servizi e la possibilità di applicarlo su immobili ricadenti nella Città Storica individuata dal prg di Roma. La vigenza del Piano Casa è stata ora fissata al 31 Gennaio 2017, se quindi erano previsti solo 6 mesi di proroga, si parla ora di ben due anni che, sommati ai precedenti 6, spalmano il piano su ben 8 anni. Legambiente Lazio aveva invece chiesto di non modificare la data di scadenza, ribadendo quella inizialmente prevista di Gennaio 2015.Assolutamente positive per gli ambientalisti alcune modifiche oltre la proroga delle norma di salvaguardia e la norma sugli interventi di sostenibilità energetica. Le modifiche all'art. 2. che chiariscono in modalità inequivocabili che possono accedere al Piano Casa solo “gli edifici ultimati per il quali il titolo edilizio  in sanatoria sia stato rilasciato o allegato alla presentazione del progetto” . Viene così “spazzato via” quel gigantesco “perdono edilizio” previsto dal testo precedente – si poteva accedere al Piano Casa in pratica solo con una autodichiarazione di un tecnico, con immaginabili conseguenze di abusivismo edilizio – e viene fatta carta straccia di alcuni emendamenti con i quali si sarebbe voluta, di fatto, la riapertura del condono in aree protette, in aree Sic e in Zps. L'altra modifica, non è solo di ordine lessicale, ma culturale. Infatti mentre il testo precedente stabiliva che il piano Casa non si applicava agli “edifici situati nelle zone.....”, il nuovo testo abroga la dizione “edifici”, e stabilisce che il Piano Casa non si applica nelle Zone degli Insediamenti Urbani Storici individuati dal PTPR, nelle aree a inedificabilità assoluta, nelle aree naturali protette, nel Demanio marittimo e nelle zone a rischio.

Non sono straordinarie però le modifiche all'art. 2, comma 2, lettera E. Si parla qui di rischio idrogeologico. Nel vecchio testo si stabilisce che il Piano Casa non si applica su  zone  a "rischio molto elevato individuate dai Piani di Bacino o dai Piani Stralcio fatta eccezione per i  i territori ricadenti nei comprensori di bonifica  in cui la sicurezza dal rischio idrogeologico è garantita da sistemi di idrovore”. La modifica attuale sostituisce le parole “nei comprensori di bonifica” con un decisamente inquietante “nelle aree a rischio idrogeologico”, e le parole “garantita da sistemi di idrovore”, con la sicurezza “attestata dall'Ente competente”. E così la Roma nata abusivamente al di sotto del livello del Tevere nel quadrante Sud/Ostia – Infernetto/Macchione, Saline Collettore Primario, Isola Sacra, Bagnoletto – previo parere dell'Ente competente, potrà accedere alle varie categorie di intervento previste dal Piano Casa quando invece l'area richiederebbe, almeno fino alla definitiva messa in sicurezza, un congelamento delle trasformazioni.

 "I cambiamenti climatici ed i drammi dovuti alle precipitazioni  devono insegnare, -conclude Scacchi - vigileremo assiduamente sulle richieste per fare in modo che non si peggiori la situazione già problematica che vede tutti a rischio ad ogni forte precipitazione".

 

 

 

 

 


Autore: AGR: EB - Redazione

 

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