(AGR) Esce in questi giorni in tutte le librerie, “Femmine che mai vorreste come amiche”, il quarto libro di Manuela Minelli, con la prefazione di Cinzia Tani, edito da La Vita Felice. Storie assai controcorrente in tempi in cui, disgraziatamente, troppi uomini ammazzano le loro donne (fidanzate, mogli, compagne, nipoti, amanti, figlie) nei modi più barbari, feroci e inconcepibili, per motivazioni che, alla fine, convergono tutte in un solo drammatico movente, l’amore malato.
Storie di follia e sangue, di anoressia e pedofilia, di tradimenti e violenze sessuali, qualcuna anche surreale e poetica, con protagoniste giovani, bambine e anziane, ricche e povere, umane e non. Tutte però accomunate dalla sofferenza e dalla passione. Sono quindici racconti che si intitolano: “Mascalese Gaetana detta Tannina, ovvero un destino di vino”, “Dentro e Fuori”, “Amichette”, “Le cose spostate”, “Rugantino e le alghe”, “Sono una suora non sono una santa”, “Gala”, “Alla cacciatora”, “Yupanquita”, “Lucertola”, “La bambina di Pietra”, “Diceva Marcuse”, “Terry Tarantola”, “Difendere Emilia”, “Jawad che dà a piene mani”.
È un libro da leggere, rileggere, lasciar decantare, posarlo, osservarlo e poi afferrarlo per leggerlo ancora, dimenticarlo per poi riprenderlo tanta è la forza emotiva che trasmette.
Un libro nuovo che, ad ogni approccio, sa stimolare la riflessione ed il lavoro sulle mille sfaccettature della natura femminile, creativa e potente. Gli archetipi junghiani e la metafora sono strumenti molto potenti per scuotere il fondo oscuro di ogni donna.
Un libro che non in ogni momento si è disposti e pronti ad affrontare, ha bisogno del suo tempo e del suo spazio, mentale e spirituale. Un libro che come pochi altri è in grado di prenderti per mano e accarezzarti l’anima, un libro per riflettere, per prendere le distanze, per imparare ad ascoltarsi e viversi.
“Femmine che mai vorreste come amiche” scava dentro la nostra interiorità fino a scalzare, e a mettere a nudo, le nostre paure più profonde e inconsce. Prende per mano il lettore per accompagnarlo nel viaggio all’interno delle nostre paure, spesso sconosciute e, proprio per questo, molto potenti.
Va detto però che, questo libro, composto da quindici racconti, è frutto di pura fantasia e non di meno, affonda le sue radici e trae la sua linfa ispiratrice dalle degenerazioni quotidiane con le quali, purtroppo, una parte di noi è costretta a confrontarsi giornalmente. Due dei più odiosi mali che questa nostra società bacata sia stata in grado di concepire: lo stalking e, qualora possibile, la sua versione più odiosa, la violenza di genere. Combatterli non è facile. Certamente non bastano storie come quelle che troverete nelle pagine di questo libro per vincerli ed estirparli in maniera definitiva. Una cosa, però, è certa. Non è di certo il silenzio, suggerito dalla paura di parlarne, la soluzione da adottare.
Presentazione domani alla Libreria Rinascita, Viale Agosta, 36 - Roma
|